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Tensione nel governo sul Safe, Crosetto in pressing su Giorgetti: la Difesa resta una priorità

Tensione nel governo sul Safe, Crosetto in pressing su Giorgetti: la Difesa resta una priorità

Il Consiglio dei ministri dura meno di un quarto d’ora. E fila via liscio, nonostante più di quaranta minuti di attesa dei ministri in sala. Mancano Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, che si vedono tra di loro prima della seduta. Non un «vertice», ci tengono a sottolineare dai piani alti del governo, ma «normale confronto informale», come si fa tra presidente del Consiglio e vicepremier. Che si trattengono anche dopo la riunione a Palazzo Chigi, così come fa il ministro della Difesa Guido Crosetto. È lui «la notizia» del giorno in realtà, perché rende pubblico il pressing sul collega Giancarlo Giorgetti (con cui raccontano abbia conversato a lungo, i toni distesi, in attesa del Cdm) per sapere se entro fine mese potrà firmare, o meno, alcuni accordi per nuovi investimenti sulla Difesa da finanziare con Safe, il prestito europeo a condizioni più che vantaggiose pensato per accelerare la spesa.

Il ministro dell’Economia, comunque, dopo che Crosetto ha fatto sapere di avergli scritto «due volte» e di essere in attesa di «una risposta», per sapere se a fine maggio potrà firmare i nuovi contratti di investimento, ufficialmente non reagisce.

Questione nomine

Intanto non ci sarebbe accordo né per la Consob, dopo il clamoroso passo indietro del candidato leghista Federico Freni, né per l’Antitrust. Il nome per il garante della Concorrenza e del mercato, in realtà, lo devono indicare di comune accordo i presidenti delle Camere, che ancora non avrebbero affrontato il tema ma sarebbero pronti a confrontarsi, probabilmente la prossima settimana. Con le nomine ancora in stallo, il Cdm dà il via libera al rinnovo delle missioni internazionali. Nessuna novità, almeno per il momento, anche se sarà la relazione analitica al Parlamento a dettagliare quali siano le missioni, vecchie e nuove, che l’esecutivo intende portare avanti fino alla fine del 2026. Non ci può essere un riferimento allo Stretto di Hormuz: i cacciamine italiani sono già in Sicilia «pronti ad avvicinarsi» in qualsiasi momento, ricorda Crosetto. Ma serve quel cessate il fuoco che metta fine alla nuova guerra del Golfo che ancora non si vede davvero all’orizzonte. E in quel caso, comunque, ci sarebbe un passaggio ad hoc alle Camere.

La priorità della Difesa

Aggiornare i dispositivi di difesa nazionale – anche per rispondere all’impegno preso in sede Nato – è la priorità di Crosetto. Ma per il governo la risposta più urgente deve essere quella al caro energia. Su cui è in corso una serrata trattativa con Bruxelles proprio per sfruttare gli spazi di flessibilità pensati al momento per difesa e sicurezza. Che Roma vorrebbe estesi, almeno in parte, anche per far fronte ai rincari, primi fra tutti quelli dei carburanti.