L’intensa ondata di caldo record e afa che ha oppresso la Penisola nelle ultime settimane comincia a perdere energia, ma il prezzo di questo sblocco atmosferico è un violento e brusco peggioramento delle condizioni meteorologiche. L’ingresso di un fronte d’aria decisamente più fresca e instabile, proveniente direttamente dalla Norvegia, sta impattando con forza contro il l’energia termica e l’umidità preesistente accumulato al suolo, fatta di temperature altissime, tassi di umidità elevati e mari roventi. Questo scontro termico ha generato una vera e propria “miscela esplosiva”, responsabile dei devastanti temporali, dei nubifragi e delle intense grandinate che hanno colpito prima il Nord e che si stanno ora allungando verso le regioni centrali.
Di fronte a questa rapida evoluzione, il Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con le amministrazioni territoriali coinvolte, ha diramato un avviso di condizioni meteo avverse per il prolungato rischio di rovesci ad alta intensità, raffiche di vento, frequente attività elettrica e grandinate locali. Per la giornata odierna è stata valutata un’allerta arancione sui settori costieri delle Marche, mentre vige l’allerta gialla in ben sette regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Abruzzo e la Provincia Autonoma di Bolzano.
La furia delle supercelle: chicchi come arance e devastazione tra Lombardia, Emilia e Triveneto
A rendere particolarmente distruttiva la prima fase di questo passaggio temporalesco è stato il formarsi di temibili supercelle. Come spiegano gli esperti meteorologi, una supercella nasce quando un mesociclone (ovvero una potente corrente ascensionale d’aria caldissima) incontra venti a quote differenti e comincia a ruotare su se stessa. Tale rotazione interna permette alla tempesta di alimentarsi continuamente, autorigenerandosi e durando per ore prima di scaricare al suolo tutta la sua carica energetica.
È proprio a causa di questa dinamica che sulla Val Padana (e in particolare su settori di bassa Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia) si sono registrate grandinate eccezionali, con chicchi di dimensioni enormi (fino alla grandezza di palline da ping pong o addirittura arance) che hanno perforato tetti, distrutto infissi e lucernari, devastato la carrozzeria e i vetri di centinaia di automobili e sradicato alberi. Pesantissimo anche il bilancio per il comparto agricolo, con interi campi di coltivazioni frantumati dalla furia dell’acqua e del ghiaccio.
Nel Ferrarese i chicchi hanno raggiunto i tre centimetri e hanno rovinato parabrezza, perforato tetti, danneggiato pannelli solari e coltivazioni. Sono caduti alberi e una strada è stata chiusa. Sull’A13 gli automobilisti si sono dovuti fermare: la grandine ha distrutto molte auto e per la violenza del nubifragio ci sono stati alcuni feriti.
L’evoluzione delle prossime ore: la rotta dei temporali verso il Centro e il Sud
Nelle prossime ore le condizioni di forte instabilità proseguiranno il loro corso. Se al Nord la situazione tenderà a un graduale e progressivo miglioramento a partire dalla serata, l’asse del maltempo si sposterà progressivamente lungo il versante adriatico e le zone interne del Centro. Rovesci e forti temporali andranno a interessare la Liguria di levante, l’Umbria, le Marche e l’Abruzzo, portando un deciso e generale abbassamento delle temperature.
Per quanto riguarda il Sud e le due Isole maggiori, il clima ha continuato a essere caratterizzato da un caldo intenso, ma anche su questi settori il quadro meteo è destinato a cambiare radicalmente con il passare delle ore. L’estensione verso meridione della massa d’aria fresca porterà entro metà settimana temporali diffusi, tuoni e fulmini anche nelle regioni meridionali, segnando a tutti gli effetti la “settimana della svolta” e spazzando via la bolla d’aria rovente dall’intero territorio nazionale.
