Primo giorno di scuola all’insegna della blindatura per i tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Accompagnati in auto dalla maestra della struttura protetta di Vasto – dove sono collocati da novembre dopo la sospensione della responsabilità genitoriale disposta dal Tribunale dell’Aquila -, i piccoli sono entrati da un ingresso secondario per evitare i media, senza la presenza dei genitori.
La scelta segue la forte tensione del giorno precedente, quando i Servizi sociali avevano annullato all’ultimo momento il previsto ricongiungimento dei tre fratellini con la madre e il padre nella nuova abitazione di Palmoli, adducendo proprio la pressione della stampa. Il rinvio era avvenuto nonostante il sindaco Giuseppe Masciulli avesse fatto allontanare i cronisti e i genitori avessero allestito la casa portando persino i cani di famiglia. Un fatto definito “incredibile” dal primo cittadino.
Critica la reazione della difesa: l’avvocato Simone Pillon ha contestato la disparità di trattamento tra l’incontro annullato e l’ingresso a scuola mantenuto, mentre lo psichiatra di parte Tonino Cantelmi ha parlato di “decisione unilaterale e sconcertante”, chiedendo di stop alla criminalizzazione della coppia. È intervenuto anche l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, evidenziando il pieno rispetto della Carta di Treviso da parte dei cronisti e ricordando l’importanza di bilanciare la riservatezza dei minori con il diritto di cronaca su un caso di rilevanza nazionale.
