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Tassi in rialzo: la Bce stringe la morsa e rivede le stime d’inflazione

Strette monetarie a Berlino, tasso sui depositi che sale al 2,50%: le tensioni in Medio Oriente spingono le stime oltre i target per i prossimi anni

Tassi in rialzo: la Bce stringe la morsa e rivede le stime d’inflazione

La Bce, nella sua riunione di politica monetaria a Berlino, ha alzato i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale: il tasso sui depositi sale dal 2,25% al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%. La decisione era attesa con quasi certezza dagli investitori.

La Bce ha confermato la stima di inflazione al 3% per quest’anno, ma rivisto al rialzo la stima d’inflazione per il 2027 e 2028, rispettivamente al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028: «Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato».

«Il Consiglio direttivo ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della Bce. Il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell’obiettivo per un periodo prolungato. La decisione odierna sottolinea l’impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine».

Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica: «Riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari formulati dai nostri esperti illustrano l’ampia gamma di esiti per l’evoluzione della crescita e dell’inflazione in base a diverse ipotesi sull’intensità e sulla durata dello shock, nonché sugli effetti indiretti e di secondo impatto», prosegue il comunicato della Bce.

Con la decisione odierna «il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto: per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione».