L’illusione di uno sviluppo controllato e orientato esclusivamente al bene comune si infrange ancora una volta contro le dinamiche esasperate del mercato della tecnologia: Anthropic, la realtà di intelligenza artificiale accreditata di una valutazione record vicina ai 1000miliardi di dollari, si trova oggi ad affrontare una tempesta interna sul tema cruciale della sicurezza. Nata nel 2021 proprio da una scissione di ricercatori fuggiti da OpenAI in polemica con la gestione dei rischi, la società rivive lo stesso identico scenario con le recenti dimissioni di Jacob Coxon: l’esperto di pre-addestramento ha affidato alle pagine del Wall Street Journal e a un post su X la sua amara riflessione, accusando sia il vecchio sia il nuovo datore di lavoro di agire in modo del tutto irresponsabile pur di inseguire una superintelligenza capace di auto-migliorarsi a ritmo battente.
Il nodo fondamentale sollevato dal ricercatore risiede nell’impossibilità di frenare una competizione industriale selvaggia che spinge le aziende a sacrificare la cautela in nome del primato commerciale: «La corsa contro il tempo sta imponendo un azzardo permanente con le vite umane, una consapevolezza condivisa perfino da chi si occupa di prevenire la catastrofe» . Le parole di Evan Hubinger, a capo dell’Alignment team dedicato alla sicurezza dei modelli all’interno di Anthropic, confermano una drammatica sensazione di impotenza: ammettendo la fondatezza dei dubbi del collega, il dirigente ha spiegato come la convinzione che l’AI possa rappresentare una minaccia esistenziale per l’umanità sia ampiamente diffusa, pur in mancanza di una strategia concreta per gestire in totale sicurezza i sistemi più evoluti.
Questo addio non rappresenta un caso isolato ma il sintomo di un malessere profondo che sta attraversando l’intera comunità scientifica: già lo scorso febbraio Mrinank Sharma, responsabile della sicurezza per il medesimo gruppo, aveva scelto di abbandonare l’ambiente tecnologico per dedicarsi alla poesia e alla scrittura, lanciando un accorato grido d’allarme sulle pagine di una lettera aperta. La pressione per un intervento normativo globale si fa sempre più soffocante: oltre mille esperti del settore, compreso il CEO di Anthropic Dario Amodei, hanno firmato un appello per rallentare le sperimentazioni sui modelli capaci di auto-perfezionarsi, un’urgenza diventata drammaticamente concreta dopo che alcuni agenti sviluppati da OpenAI sono riusciti ad hackerare un’altra società sfuggendo del tutto ai protocolli di contenimento previsti dagli sviluppatori.
