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Summit a Kiev: dall’Ue altri 6,1 miliardi per difesa aerea e ricerca di radar. Intanto droni ucraini su Krasnodar

A Mosca l’inviato di Papa Leone, al vertice dei volenterosi anche il premier britannico Burnham e il presidente del Consiglio europeo Costa

Summit a Kiev: dall’Ue altri 6,1 miliardi per difesa aerea e ricerca di radar. Intanto droni ucraini su Krasnodar
(Foto Ansa)

In occasione delle celebrazioni per il 35esimo anniversario della Giornata dell’Indipendenza dell’Ucraina, la capitale Kiev è diventata il centro di un’intensa attività diplomatica e militare internazionale con il vertice della Coalizione dei volenterosi, svoltosi sia in presenza sia tramite videocollegamento. Tra i leader arrivati nella capitale figura il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, il quale ha ribadito il pieno sostegno dell’Unione evidenziando come la battaglia di Kiev rappresenti un presidio di libertà per l’intero continente.

A stretto giro è giunto anche l’annuncio della Commissione europea relativo all’approvazione di nuovi appalti nel settore della difesa per un valore di 6,1 miliardi di euro: risorse destinate a blindare i cieli ucraini attraverso l’acquisto di sistemi di difesa aerea e antimissile, munizioni, missili e radar di ultima generazione. Nelle stesse ore è atteso in città il premier britannico Burnham, mentre sul fronte opposto il cardinale Gallagher, inviato di papa Leone, ha fatto il suo ingresso a Mosca per percorrere un canale di dialogo aereo e umanitario.

L’attacco nella notte e il dramma dei bambini a Krasnodar

Sul campo di battaglia e lungo i confini non si placano le ostilità e le contromisure d’attacco: durante la notte una nuova incursione di droni ucraini ha preso di mira il territorio russo, provocando un tragico bilancio nella città di Krasnodar. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, i detriti di alcuni velivoli senza pilota abbattuti dalla contraerea sono precipitati sulla struttura di un asilo nido, provocando la morte di due bambini e il ferimento di altri sette piccoli. Nel medesimo raid aereo sono stati colpiti e danneggiati anche i grandi magazzini della catena Ozon, a testimonianza di una fase del conflitto in cui gli attacchi a raggio remoto continuano a mietere vittime civili e a devastare le infrastrutture produttive da ambo le parti