Sono rientrate in Italia le salme dei quattro sub italiani morti il 14 maggio scorso durante un’immersione nelle Maldive, nella grotta di Hekunu Kandu, vicino all’atollo di Vaavu. Il volo Tk1895 della Turkish Airlines è atterrato a Milano Malpensa intorno alle 13.10 riportando nel Paese i corpi di Federico Gualtieri, 31 anni di Omegna, della biologa marina e docente universitaria Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino, giovane ricercatrice di Poirino, nel Torinese. Il quinto sub del gruppo, Gianluca Benedetti, capobarca di origine padovana, era già stato trasferito in Italia nei giorni scorsi.
Dopo le operazioni di sbarco, le salme sono state trasferite all’obitorio dell’ospedale di Gallarate, nel Varesotto, dove da lunedì inizieranno le autopsie. La prima sarà effettuata proprio sul corpo di Benedetti. Gli incarichi ai periti verranno conferiti dal sostituto procuratore di Busto Arsizio Nadia Alessandra Calcaterra, delegata dalla Procura di Roma che coordina il fascicolo aperto per omicidio colposo contro ignoti. I familiari delle vittime potranno nominare consulenti di parte.
Intanto le Maldive hanno annunciato la volontà di collaborare con le autorità italiane condividendo gli esiti degli esami autoptici. Sono due le indagini aperte nell’arcipelago: una sulla morte dei cinque sub italiani e un’altra sul decesso di Mohamed Mahudhee, il sommozzatore militare maldiviano morto durante un primo tentativo di recupero dei corpi. Dopo quella tragedia le operazioni furono sospese e completate successivamente da tre specialisti finlandesi esperti in immersioni profonde e speleosubacquee. Nelle ultime ore è intervenuta anche l’avvocata Rachele De Stefanis, legale dell’entomologo forense Stefano Vanin, ascoltato dagli investigatori della squadra mobile di Genova. «Stiamo leggendo ogni giorno tante notizie inesatte», ha dichiarato, precisando che l’Università non avrebbe autorizzato immersioni nell’ambito della missione.
