Home » L’Edicola per l’Italia » Stupro di gruppo, condannato a 5 anni e 4 mesi il sollevatore di pesi Pizzolato

Stupro di gruppo, condannato a 5 anni e 4 mesi il sollevatore di pesi Pizzolato

Con lui, sono stati condannati i tre amici che erano presenti: Davide Lupo (31 anni), Claudio Tutino (35 anni) e Stefano Mongiovì (30 anni)

Stupro di gruppo, condannato a 5 anni e 4 mesi il sollevatore di pesi Pizzolato

Il tribunale di Trapani ha condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione Antonino Pizzolato, 30 anni, atleta delle Fiamme Oro e medaglia di bronzo nel sollevamento pesi alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e Parigi 2024. Il collegio, presieduto da Franco Messina, ha ritenuto il pesista colpevole di violenza sessuale di gruppo ai danni di una turista finlandese di 27 anni. Insieme a lui, alla stessa pena sono stati condannati i tre amici che erano presenti: Davide Lupo (31 anni), Claudio Tutino (35 anni) e Stefano Mongiovì (30 anni). Per tutti è scattata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, mentre il risarcimento danni sarà quantificato in sede civile.

I fatti risalgono al 22 luglio 2022. La vittima, in vacanza con due amiche, aveva incontrato il gruppo in un ristorante del centro storico, proseguendo poi la serata sul lungomare. Rimasta sola con i quattro, la giovane aveva raggiunto il loro residence, dove si sono consumati gli abusi. Secondo quanto emerso in dibattimento, la ragazza si era accorta che Lupo la stava filmando a sua insaputa e ne era nata una discussione. Le violenze sono cessate solo quando la vittima, in lacrime, ha preteso di tornare in albergo. La mattina seguente è scattata la denuncia ai carabinieri.

Durante il processo, la pm Giulia Sbocchia, che aveva chiesto dieci anni di carcere, ha rimarcato l’assoluta assenza di consenso. La difesa della giovane ha espresso stupore per la mancanza di misure cautelari a carico degli imputati. Per Pizzolato non si tratta della prima macchia: nel 2018 l’atleta era già stato squalificato per dieci mesi dalla federazione a causa di gravi atti di bullismo e prevaricazione fisica commessi nei confronti di atleti più giovani all’Acquacetosa di Roma.