L’incubo del fuoco torna a colpire al cuore il patrimonio ambientale della Capitanata. Un vasto e violento incendio è divampato nella tarda mattinata di oggi, lunedì 6 luglio 2026, all’interno dell’Oasi Lago Salso, la celebre area protetta situata nei pressi di Manfredonia, in provincia di Foggia. Una coincidenza temporale e geografica che stringe il cuore dei residenti: le fiamme sono partite esattamente dallo stesso punto in cui, il 18 luglio dello scorso anno, si consumò un gravissimo rogo. Anche in questa occasione, l’ipotesi più accreditata dagli investigatori punta dritta verso la matrice dolosa.
La violenza del fronte del fuoco ha generato un’altissima e densa colonna di fumo nero, visibile a parecchi chilometri di distanza lungo tutta la costa garganica.
Per fronteggiare l’emergenza è scattato immediatamente un imponente piano di mobilitazione. Sul posto sono confluite numerose squadre dei Vigili del Fuoco e decine di volontari della Protezione Civile, impegnati a terra in una corsa contro il tempo per contenere le fiamme alimentate dal vento.
A causa della fitta vegetazione e della difficoltà di raggiungere alcuni punti della palude, è stato necessario richiedere l’intervento urgente dei mezzi aerei antincendio, che stanno effettuando ripetuti lanci d’acqua per tentare di circoscrivere il perimetro del rogo prima che distrugga l’ecosistema protetto.

Il nido della cicogna bianca, che è tornata a nidificare nella zona, avvolto dal fumo
L’atto d’accusa del sindaco: «Delinquenti in azione»
L’episodio ha scatenato la dura e immediata reazione della politica locale. Intervistato dai microfoni di TgNorba, il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, ha condannato fermamente l’accaduto, sollevando una polemica legata alla gestione dei soccorsi aerei: «Siamo di fronte all’ennesimo atto criminale che ferisce un’area di fondamentale importanza per il nostro territorio, un gioiello che vogliamo valorizzare ed ereditare d’intesa con il Parco Nazionale del Gargano. Per fermare questi delinquenti servono strumenti normativi e di controllo idonei».
Il primo cittadino ha poi lanciato un appello per superare le lungaggini burocratiche dei soccorsi: «Torniamo a chiedere, ancora una volta e con forza, che i Canadair vengano stanziati stabilmente presso lo scalo aeroportuale di Foggia. Non è ammissibile che in piena emergenza i mezzi debbano decollare da Roma o da Lamezia Terme, perdendo minuti preziosi per salvare il nostro territorio».