Home » Cronaca » Medico del 118 aggredisce un carabiniere fuori servizio, la rissa in un pub in Salento: arrestato

Medico del 118 aggredisce un carabiniere fuori servizio, la rissa in un pub in Salento: arrestato

Il professionista 48enne ai domiciliari per resistenza e lesioni. La difesa: «È stata una colluttazione reciproca»

Medico del 118 aggredisce un carabiniere fuori servizio, la rissa in un pub in Salento: arrestato

Un medico 48enne in servizio presso il reparto Dea dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce e residente a Monteroni di Lecce è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale a seguito di una violenta lite scoppiata all’interno di un locale pubblico in via San Biagio a Veglie. Secondo la ricostruzione formulata dagli investigatori dell’Arma dei Carabinieri, il professionista sanitario, in palese stato di alterazione psicofisica, avrebbe ingaggiato un acceso diverbio con alcuni clienti generando scompiglio nel pub: di fronte al tentativo di riportare la calma da parte di un militare libero dal servizio, l’uomo si sarebbe momentaneamente allontanato per poi fare rientro nell’esercizio impugnando un casco da motociclista con il quale ha tentato di scagliarsi contro l’operatore delle forze dell’ordine, provocando contusioni e ferite lievi a diversi militari intervenuti e al titolare dell’attività commerciale, giudicati guaribili in pochi giorni dai sanitari.

Il provvedimento restrittivo, disposto dal pubblico ministero di turno Simona Rizzo, è stato convalidato dal giudice monocratico Andrea Giannone nell’ambito del giudizio con rito direttissimo: la legale del fermato, l’avvocata Alessandra Viterbo, ha ottenuto la concessione dei termini a difesa rinviando l’udienza al prossimo 25 settembre. La linea difensiva contesta tuttavia la dinamica dei fatti ricostruita dall’accusa: «C’è stata una colluttazione reciproca con il carabiniere e con il proprietario del locale, ma anche il medico è rimasto ferito», ha sostenuto il legale, riservandosi di depositare la documentazione sanitaria attestante le lesioni patite dall’assistito per sollecitare una riqualificazione delle ipotesi di reato contestate.