Pesano sul budget familiare da un minimo di 650 euro al mese a un massimo di 1.200, sono tanti, un fiume in piena: sono gli studenti del sud che emigrano per studiare. Il record da un punto di vista numerico ce l’ha la Puglia, tra tutte le regioni d’Italia. Mentre la Basilicata è al secondo posto in termini di percentuale, pari al 72%.
I flussi pugliesi
Secondo la mappa dei “flussi migratori” di Skuola.net è la Puglia che, nell’anno 2022/23, è stata la regione che ha salutato più studenti: oltre 41mila partenze, il 35% dei quasi 118 mila pugliesi che risultavano immatricolati secondo gli open data del Ministero dell’Università e della Ricerca.
I lucani
La Basilicata invece, insieme alla Valle d’Aosta, è la regione italiana con più universitari che vanno a studiare fuori, in termini di percentuale. A scegliere di far la valigia e laurearsi lontano dalla Lucania sono 12.080 studenti, il 72% degli universitari. Un numero altissimo, praticamente sette studenti su dieci preferiscono formarsi altrove. Seguono, ma a grande distanza, il Molise (58%), la Provincia Autonoma di Trento (51%) e la Provincia Autonoma di Bolzano (44%). Da questi dati emerge che in Italia 391.000 studenti universitari su un totale di 1.600.000 sono fuorisede: cioè il 24%.
Le spese
E questo significa che non è da poco il costo, il “peso” sul budget familiare per una famiglia, che in genere spende per mantenere un figlio fuorisede circa 19mila euro all’anno. Chi parte dalla Puglia ha in genere tre mete preferite, il Lazio è al primo posto, in pratica un pugliese su 5 studia a Roma, ma anche Emilia Romagna e Lombardia ne accolgono molti (circa il 15-16%). I Lucani invece sono quasi il 72% parliamo di una cifra che si aggira sui 12mila complessivi e la maggior parte si divide tra Puglia, Campania, Toscana e Lazio, insomma tra le regioni più vicine.
La capitale: i prezzi in rosso
Sul podio delle regioni più attrattive c’è il Lazio, sono 1 studente su 10 se ne va da questa regione. E la città per antonomasia più gettonata, con tutto quello che significa in termini di spesa, è Roma, dove gli affitti costano un occhio e spesso si decide di dividere le spese per un appartamento o di vivere nei convitti religiosi per avere a 250-300 euro una stanza da condividere con un altro studente emigrato e una cucina dove mettere le provviste in una sola mensola.