Dopo gli scontri di Torino, il governo italiano porta in Consiglio dei ministri il pacchetto sicurezza, composto da un decreto legge e un disegno di legge, insieme al decreto del Mit sul Ponte sullo Stretto di Messina.
La bozza del decreto prevede il divieto di partecipazione a manifestazioni pubbliche per chi è condannato per reati gravi, dal terrorismo alla devastazione, comprese lesioni a agenti o arbitri; la violazione comporta pene da 4 mesi a 1 anno. È previsto un registro separato per i reati commessi in presenza di cause di giustificazione, come legittima difesa o stato di necessità, con garanzie difensive analoghe a quelle ordinarie.
Il testo introduce inoltre un divieto assoluto di porto di armi da taglio di facile occultamento e lama superiore a 5 cm, punito con 1-3 anni di reclusione; per minorenni, sanzioni amministrative ai genitori da 200 a 1.000 euro. È prevista anche la possibilità per il questore di richiedere la comparizione dei condannati durante i cortei e il pubblico ministero può ordinare il rilascio immediato dopo il fermo preventivo di 12 ore.
Il Senato ha approvato la risoluzione della maggioranza sugli scontri di Torino con 88 sì e 56 no. Il presidente M5S Giuseppe Conte ha criticato il governo per non garantire la sicurezza dei cittadini, chiedendo un patto tra prefetture e comuni e maggiori risorse per le forze dell’ordine.
Oltre alla sicurezza, il Cdm esaminerà il decreto del Mit sulle infrastrutture, mirato a superare i rilievi della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto, con disposizioni su commissari straordinari, regolazione e concessioni.










