Turno di campionato piuttosto complesso da punto di vista arbitrale quello appena concluso, che ha visto in scena l‘ottava giornata di Serie A. Sono stati abbastanza gli episodi che hanno infatti creato dibattito sulle decisioni prese da arbitri e Var, senza però un caso eclatante a prendersi la scena. Vediamo allora nel dettaglio cosa dice il regolamento per ogni episodio e la ratio dei controlli da Lissone.
Torino-Monza, Belghali su Mangas: il regolamento

Le polemiche arbitrali iniziano già il primo giorno del turno, quando il Torino batte 3-2 il Monza: nel finale del primo tempo, Mangas finisce a terra in area granata dopo un contatto con Belghali. L’arbitro Matteo Marchetti lascia proseguire e il silent check del Var conferma la decisione. Il calciatore granata arriva da dietro, quindi Mangas è in pieno possesso e c’è un incrocio tra le gambe dei due esterni, ma il contatto non viene giudicato “negligente”.
Secondo il regolamento, “negligenza significa che il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione. Non è necessario alcun provvedimento disciplinare”.
Belghali-Mangas, perché il VAR non è intervenuto
Come abbiamo visto ormai diverse volte nel corso della stagione, contatti bassi che non sono imprudenti e non vengono fischiati dal campo molto difficilmente vengono segnalati per una on-field review dalla sala Var. Questo perché la linea comune è quella di lasciar giocare maggiormente o comunque alzare la soglia di intervento del Var per gli interventi che siano imprudenti e non negligenti. Per lo stesso motivo quindi, se in questo caso ci fosse stato il fischio dell’arbitro, difficilmente il Var sarebbe intervenuto per revocare il rigore.
Napoli-Roma: il tocco di mano di Gollini

In Napoli-Roma c’è un intervento di Gollini che esce dalla propria area di rigore per intercettare un pallone, che tocca però con il braccio. Questo però non viene giudicato punibile in quanto aderente al corpo e tende a non aumentare lo spazio occupato dal corpo. Il regolamento infatti dice che “È un’infrazione (“fallo di mano”) se un calciatore: tocca il pallone con le proprie mani/braccia quando queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo. Si considera che un calciatore stia aumentando lo spazio
occupato dal proprio corpo in modo innaturale quando la posizione delle sue mani / braccia non è conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione o non è giustificabile da tale movimento. Avendo le mani / braccia in una tale posizione, il calciatore si assume il rischio che vengano colpite dal pallone e di essere punito”.
Se il braccio fosse stato più largo, infatti, saremmo stati davanti a un DOGSO e quindi a una espulsione, in quanto senza quel tocco il pallone sarebbe stato facilmente recuperabile da un avversario che avrebbe avuto una chiara possibilità di segnare.
Braccio di Gollini, perché il VAR non è intervenuto
Il movimento del braccio a rientrare e l’impatto soprattutto del pallone che avviene sul pugno aderente al corpo, lo rendono di fatto un tocco non punibile e quindi non sanzionabile né dal campo e né tramite un controllo del VAR.
Lazio-Parma, Troilo su Frattesi: il regolamento

Frattesi in area del Parma brucia sul tempo Troilo che lo trattiene per la manica destra e lo colpisce con la gamba sinistra dietro la gamba destra. Si tratta di un episodio molto simile e perfettamente paragonabile come casistica a quello visto in Torino-Monza. Il motivo del non fischio è, in poche parole, sempre la natura dell’intervento non ritenuta negligente, e comunque non al di sopra della negligenza (quindi imprudente), per cui, in linea con le interpretazioni di quest’anno, si tende a non fischiare in area di rigore. Per essere “imprudente”, secondo il regolamento, l’azione deve avere per l’arbitro queste caratteristiche: “il calciatore agisce con noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario e per questo deve essere ammonito“.
Troilo-Frattesi, perché il VAR non è intervenuto
La sala Var non ha ritenuto imprudente il contatto di Troilo: valutandolo quindi al massimo negligente, con la nuova linea di intervento non è stato considerato “chiaro ed evidente errore”
Inter-Fiorentina, Viery su Thuram: il regolamento

Thuram entra in area e tenta il dribbling su Viery cercando di superarlo. Il difensore però allarga la gamba e Thuram finisce per scontrarsi con questa e cade. Mariani inizialmente sembra indicare il dischetto e poi fa chiaro segno che non c’è nulla. Il Var non interviene. Ci troviamo sempre davanti a un episodio di negligenza. L’apertura della gamba crea il contatto e lo sgambetto, ma non ci sono gli estremi per giudicarlo imprudente.
Viery-Thuram, perché il VAR non è intervenuto
Ancor più degli altri casi, ma comunque alla stregua, dalla sala Var non hanno scelto di non richiamare sui contatti ma solo su veri e propri impatti, anche se una negligenza non punita, con il pallone a disposizione di chi la subisce, anche in area di rigore è di norma segnalata con una on field review.
Il rigore concesso all’Inter per la trattenuta di Valdepenas su Thuram

Su un cross in area di rigore, Valdepeñas e Thuram si trattengono a vicenda, ma l’attaccante dell’Inter riesce a guadagnare una posizione di vantaggio ponendosi davanti al difensore, che continua a strattonarlo, cinturandolo con un braccio sul collo. Si tratta quindi di fatto di una trattenuta che impedisce all’attaccante di rimanere in piedi e quindi poter intervenire sul pallone. Da regolamento, la trattenuta è sanzionabile a prescindere dalla intensità e dal tenore, in quanto è in una lista separata dalle altre infrazioni per cui è richiesta la negligenza come parametro minimo di punibilità.
Valdepenas-Thuram, perché il VAR non è intervenuto
Essendoci elementi comunque a supporto della decisione di campo di Mariani, il Var non è tenuto a intervenire per revocare il rigore per errore chiaro ed evidente.
Atalanta-Frosinone, rigore per fallo di mano di Cittadini

Il fallo di mano più evidente della giornata avviene a Bergamo, dove Cittadini, saltando con un braccio larghissimo e anche sopra l’altezza della spalla, tocca il pallone con la mano. L’arbitro non ravvede il contatto in presa diretta e quindi interviene il Var per far assegnare il tiro dagli 11 metri. Secondo il regolamento, infatti, un braccio che aumenta in modo così ampio lo spazio occupato dal corpo che viene colpito dal pallone non è in nessun modo giustificabile.
Si considera che un calciatore stia aumentando lo spazio occupato dal proprio corpo in modo innaturale quando la posizione delle sue mani / braccia non è conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione o non è giustificabile da tale movimento. Avendo le mani / braccia in una tale posizione, il calciatore si assume il rischio che vengano colpite dal pallone e di essere punito”.
Fallo di mano di Cittadini, perchè il Var è intervenuto
L’evidenza del tocco con l’apertura del braccio al massimo e l’angolo di circa 90° sono elementi che escludono una possibile giustificazione, anche se il calciatore in questione è in elevazione. Il braccio, ovvero, non deve stare per forza in quella posizione mentre si salta. Il non fischio, quindi, lo rende un chiaro ed evidente errore.
