La Procura di Roma ha chiesto la condanna all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno per Francis Kaufmann, l’uomo accusato del duplice femminicidio di Villa Pamphili risalente al giugno 2025. Nel parco della Capitale vennero rinvenuti, a poca distanza l’uno dall’altro, i corpi di Anastasia Trofimova, soffocata dal compagno, e della figlia Andromeda di soli 14 mesi, morta per strangolamento poche ore dopo. Al 47enne il pubblico ministero Antonio Verdi contesta l’omicidio pluriaggravato.
Nel corso di una requisitoria durata oltre due ore davanti alla Corte d’Assise, il rappresentante dell’accusa ha tracciato un profilo severo dell’imputato, non presente in aula: «È una persona lucida, un narcisista patologico con capacità manipolatorie, un impostore pienamente capace di intendere e di volere». Il pm ha ripercorso le tappe della vicenda, soffermandosi in particolare sui controlli delle forze dell’ordine avvenuti prima del ritrovamento dei cadaveri il 7 giugno.
Critiche sono state rivolte all’operato degli agenti che il 5 giugno fermarono Kaufmann, visibilmente ubriaco ma con la piccola in braccio, quando la madre era già stata uccisa: «Si sono fatti incartare, se avessero fatto ciò che andava fatto forse la bimba sarebbe ancora viva». Un’attitudine manipolatoria che l’imputato avrebbe esibito persino in carcere davanti ai magistrati. La sentenza è attesa per il 5 novembre.
