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Scontro aperto tra Berlino e Mosca dopo i droni bomba a Lipsia. Europa e Nato: «Risponderemo»

La Germania accusa il Cremlino e chiude il consolato a Bonn, Putin replica parlando di «terrorismo di Stato» e attacca Merz

Scontro aperto tra Berlino e Mosca dopo i droni bomba a Lipsia. Europa e Nato: «Risponderemo»
(Foto Ansa)

La tensione fra Berlino e Mosca, palpabile da settimane, sfocia in quello che ormai è scontro aperto: la Germania ha adesso le prove che, dietro gli attacchi con i droni bomba di Lipsia, ci siano i russi, portando il governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz ad annunciare una serie di misure di rappresaglia che prevedono la chiusura del consolato generale a Bonn dal 18 settembre, la risoluzione del contratto con la controversa «Casa russa» di Berlino (ritenuta «un covo di spie») e l’aumento della pressione sulla flotta ombra.

Le accuse di Berlino alla Russia di «guerra ibrida» in relazione ai droni all’aeroporto di Lipsia sono dovute alla «situazione politica interna» in Germania, che vede il cancelliere Friedrich Merz in difficoltà a causa del malcontento della popolazione: lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in una conferenza stampa notturna a Bishkek, affermando che «il cancelliere non gode della fiducia della popolazione, hanno fatto errori evidenti in campo economico» e aggiungendo che la Germania non ha prove di una «guerra ibrida» russa.

La dura reazione di Ue e Nato a fianco dei tedeschi e contro la «guerra ibrida» di Mosca lascia infatti intravedere una escalation senza precedenti, con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen che promette «risponderemo» anticipando azioni senza precedenti e il segretario generale dell’Alleanza Marc Rutte che fa eco sottolineando come «i tentativi russi di intimidirci, di minare la nostra unità e volontà di sostenere l’Ucraina sono vani e falliranno». Entrambe le personalità hanno telefonato a Merz per esprimere solidarietà, affiancati dal sostegno delle istituzioni italiane giunto tramite la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «In momenti come questo – ha detto la premier – è essenziale rimanere saldi, continuare a lavorare uniti e mantenere una postura credibile di deterrenza a difesa della sicurezza dei nostri cittadini».

Che la minaccia non incombe solo su Berlino è stato dimostrato anche nella notte tra lunedì e martedì: alcuni droni hanno fatto scattare l’allarme in Lettonia e sono sconfinati sui cieli dell’Estonia, con i caccia della Nato levatisi in volo nell’ultimo dei tanti episodi che hanno riguardato i cieli di mezza Europa. Ma la Germania «resta bersaglio quotidiano della una guerra ibrida», ha scandito il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt in uno statement con il collega degli esteri Johann Wadephul, rientrato in fretta e furia da Algeri nelle ore in cui nel Brandeburgo sono stati ritrovati «diversi ordigni esplosivi non convenzionali di fabbricazione artigianale» che hanno danneggiato una linea elettrica senza però provocare feriti o blackout, secondo quanto ha confermato all’ANSA la polizia di Potsdam. La reazione tedesca ai droni carichi di esplosivo lanciati contro l’aeroporto di Lipsia era attesa da giorni: nella notte del 4 agosto un primo oggetto volante era stato trovato sulla pista di rullaggio dello scalo della città della Sassonia, accanto ad alcuni Antonov ucraini, mentre un secondo si era scontrato con un aereo Dhl in volo danneggiandone il muso.

L’escalation nei cieli e lo stop alle trattative dopo gli attacchi a Kiev

Il terzo drone, anch’esso imbottito di esplosivo, è stato individuato 10 giorni dopo in un terreno nel Land confinante e, dopo settimane di indagini, per gli 007 e gli inquirenti tedeschi non ci sono dubbi: si tratta di tentativi di attentato gestiti direttamente dai servizi russi. L’attività di destabilizzazione di Mosca con azioni di spionaggio e sabotaggio, inoltre, in Germania si fa incalzante anche sul fronte politico, con campagne di disinformazione in vista delle elezioni nell’est del Paese, le prime domenica in Sassonia-Anhalt, che secondo diversi osservatori risparmiano solo l’ultradestra di Afd che trionfa nei sondaggi dirigendosi verso una sempre più probabile vittoria.

Intanto dopo l’ennesima strage nella regione di Kiev con almeno 12 morti per i raid russi, Volodymyr Zelensky ha annunciato di fatto una «chiusura» dello spazio aereo russo affermando che «l’escalation non può e non rimarrà confinata al territorio ucraino. Oggi vogliamo avvertire ogni compagnia aerea che utilizza lo spazio aereo russo, ogni assicuratore e chiunque utilizzi ancora i principali aeroporti della Russia: lo spazio aereo russo sta diventando completamente insicuro» e preannunciando che «ci saranno droni nei cieli russi su una scala che deve essere presa in considerazione». «Terrorismo di Stato»: così Vladimir Putin ha definito l’avvertimento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha minacciato di rendere «completamente insicuri» i cieli della Russia per le compagnie aeree civili straniere con le incursioni dei droni ucraini, concludendo durante una conferenza stampa notturna a Bishkek al vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) che «vogliono riprendere i negoziati? Non ci possono essere negoziati con i terroristi».