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Verso le elezioni del 2027, Schlein ribadisce: «Sulle primarie un dibattito inutile e dannoso»

La segretaria dem, alla prima uscita pubblica dopo la pausa estiva, liquida la questione e cambia bersaglio

Verso le elezioni del 2027, Schlein ribadisce: «Sulle primarie un dibattito inutile e dannoso»

Un dibattito «surreale?», la incalzano i cronisti. Elly Schlein non corregge l’aggettivo. «L’ha definito lei». Poi liquida il capitolo primarie e cambia bersaglio. Alla Festa dell’Unità di Rivalta sul Mincio, prima uscita pubblica dopo la pausa estiva, la segretaria dem torna davanti a microfoni e militanti con l’intenzione di non farsi risucchiare nella conta del campo largo. «Abbiamo già perso abbastanza tempo in dibattiti inutili, dannosi e subalterni».

Il mirino, nella linea della segretaria dem, è puntato sulla maggioranza e le sue divisioni, a partire dagli extraprofitti. «Salvini mi dà ragione e Tajani dice che i maxi utili sono una parolaccia», punge Schlein. E, davanti a queste faglie e a una realtà quotidiana che vede «la benzina stabilmente sopra i 2 euro» e il diesel che «rischia di arrivare ai 3», si chiede, «noi ci dovremmo perdere in sfumature, in differenze di millimetri?». «No», è la risposta. «Preferiamo continuare a occuparci dei bisogni concreti delle persone».

Nel piccolo comune del mantovano Schlein riparte dagli affondi al governo. Chiede a Giorgia Meloni di «avere il coraggio» di tassare gli extraprofitti delle società energetiche e rilancia sul clima con «un appello alle forze progressiste»: deve diventare «una priorità nel nostro programma».

Il verde si prende così un pezzo sempre più largo dell’agenda che la segretaria intende presentare al campo largo. A partire dalle rinnovabili, con un tavolo permanente appena avviato insieme ai 120 scienziati ed esperti di energia che avevano sollecitato proprio i progressisti, senza risparmiare critiche ad alcune amministrazioni locali di centrosinistra. Ma basta archiviare una domanda perché le primarie rientrino dalla successiva, la segretaria prova a spostare il fuoco sulla legge elettorale e promette il «muro» delle opposizioni contro un premio di maggioranza «abnorme» e il tentativo di «rifare il premierato» per altra via.

La formula per il campo largo resta quella ormai rodata: «Ci mettiamo insieme non contro i nostri avversari, ma sulle cose che vogliamo e possiamo fare insieme». Una linea che trova eco nel co-leader di Avs, Angelo Bonelli, pronto a mettere il programma davanti alle primarie e a fissare settembre come limite.