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Salute: diabete, per lo Stato un costo annuo di oltre 20 miliardi di euro

Dai farmaci ai ricoveri, dai dispositivi per il monitoraggio della glicemia alla perdita di produttività, il diabete pesa oltre 20 miliardi di euro sui conti della sanità pubblica. In Italia sono circa quattro milioni le persone con diagnosi, a cui si aggiungono numerosi casi ancora non individuati, precisa il ministro della Salute Orazio Schillaci. Numeri…
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La facciata di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, illuminata di blu in occasione della Giornata mondiale del Diabete

Dai farmaci ai ricoveri, dai dispositivi per il monitoraggio della glicemia alla perdita di produttività, il diabete pesa oltre 20 miliardi di euro sui conti della sanità pubblica. In Italia sono circa quattro milioni le persone con diagnosi, a cui si aggiungono numerosi casi ancora non individuati, precisa il ministro della Salute Orazio Schillaci.

Numeri che fanno capire come il diabete sia «una delle principali sfide per il Servizio sanitario nazionale e richieda politiche capaci di integrare prevenzione, diagnosi precoce e assistenza». La diffusione della malattia, secondo l’Italian Barometer Diabetes Report 2025, raggiunge il 15,5% nella fascia di età 65-74 anni e supera il 20% tra gli over 85. Negli ultimi anni c’è stata una vera e propria rivoluzione nelle terapie, grazie a farmaci innovativi come il semaglutide, e nei sistemi di monitoraggio della glicemia, sempre più precisi e meno invasivi grazie agli algoritmi.

Di pari passo si è registrata una crescente attenzione da parte della politica, con l’appro – vazione della legge Pella sul riconoscimento dell’obesità come malattia e il via libera a quella che introduce screening precoci per individuare il prima possibile il diabete giovanile, limitandone le conseguenze. Le complicanze causate da elevati livelli di zucchero nel sangue, come quelle a carico di cuore, occhi, reni e sistema nervoso, a lungo andare possono infatti ridurre l’aspettativa di vita di circa sei anni. «Di fatto questa condizione – sintetizza Raffaella Buzzetti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid) – riassume le principali sfide di sanità pubblica, non solo per la crescente diffusione, ma anche per le ricadute sociali ed economiche». Gli Stati Generali sul diabete, ospitati al Cnel, hanno visto il confronto tra istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti su una strategia nazionale 2026- 2028 basata su un approccio «per ecosistemi».

«Non possiamo più – spiega Salvatore De Cosmo, presidente della Federazione delle società diabetologiche (Fesdi) – limitarci alla sola gestione clinica del paziente: servono ricerca, tecnologie digitali, prevenzione e governance sanitaria per percorsi personalizzati e per ridurre le disuguaglianze di cura». Un ruolo chiave nel contrasto alla malattia è svolto dagli stili di vita corretti. «Lo sport va visto come un farmaco naturale, per questo ho presentato un disegno di legge che consenta di inserire l’attività fisica in ricetta medica», ricorda Daniela Sbrollini, co-presidente del l’Intergruppo parlamentare Obesità. Anche il presidente del Cnel, Renato Brunetta, spinge per quello che definisce un «approccio olistico». Nel garantire equità di accesso alle cure, «centrale è il ruolo delle Regioni che traducono le strategie nazionali in modelli organizzativi concreti, che rispondono ai bisogni delle comunità locali», precisa il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga.

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