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Rush finale in Parlamento prima delle vacanze estive: al centro caccia, Safe e legge elettorale

Calendario fitto per deputati e senatori impegnati su diversi tavoli prima della pausa: da dirimere anche la questione Delmastro

Rush finale in Parlamento prima delle vacanze estive: al centro caccia, Safe e legge elettorale

Il disegno di legge sulla caccia e le comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in vista del possibile uso del Safe per finanziare le spese per la difesa: a meno di una settimana dalla chiusura per ferie del Parlamento deputati e senatori saranno alle prese con lavori a tappe forzate, con tanto di sedute notturne, per chiudere l’esame di provvedimenti molto diversi fra di loro.

Poco il tempo anche per cercare di mettere la parola fine a questioni che si trascinano da tempo come l’affaire Delmastro. Maggioranza e opposizione restano divise sulla possibilità di avere accesso alle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia: il cd è custodito in una cassaforte di Montecitorio, dove resterà almeno fino a domani.

Per dirimere la faccenda sono in agenda prima una riunione della Giunta del Regolamento e il giorno dopo una nuova convocazione della Giunta per le autorizzazioni. Solo a quel punto si saprà se il dossier sia destinato ad approdare in Aula: e se anche questa fosse la scelta bisognerà quindi vedere come ritagliare uno spazio nel fitto calendario dei lavori.

Altra riunione attesa, ma non ancora fissata, quella dei tecnici dei partiti di maggioranza sulla legge elettorale: in questo caso il nodo da sciogliere resta tutto politico e riguarda il tema delle preferenze e della rappresentanza di genere. Una linea sarà comunque tirata solo al rientro dalla pausa estiva con la presentazione degli emendamenti, prevista per il primo settembre, mentre in commissione al Senato si chiuderà in questi giorni la discussione generale.

C’è poi da risolvere velocemente la grana legata al decreto legge Pnrr: la soluzione dovrebbe essere la riscrittura della misura relativa alle gare per gli Intercity, che dovrebbero essere «per lotti», andando incontro alle richieste europee. Il testo deve incassare l’ok della Camera e poi quello di Palazzo Madama entro la settimana. A Montecitorio sarà in Aula anche il decreto giustizia e migranti, sul quale è già stato preannunciato il voto di fiducia.

Per accelerare i tempi questa volta i deputati hanno convenuto per una deroga: niente 24 ore di pausa prima del voto finale. Ad aumentare l’ingorgo, la necessità di procedere con le comunicazioni del titolare del Tesoro «in merito all’avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale». Una formula tecnica ma che appare come il primo tassello necessario per l’eventuale richiesta da parte del governo anche dei fondi Safe e che è un tema che divide entrambi gli schieramenti.