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Roland Garros, Arnaldi si ritira per un virus: Cobolli in finale senza scendere in campo

Il tanto atteso derby italiano, nella semifinale del Roland Garros, è sfumato a causa di un improvviso e violento virus gastrointestinale che ha colpito Matteo Arnaldi

Roland Garros, Arnaldi si ritira per un virus: Cobolli in finale senza scendere in campo
(foto Ansa)

È finito nell’unico modo che nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare: senza nemmeno scendere in campo. Il tanto atteso derby italiano nella semifinale del Roland Garros, in programma nel tardo pomeriggio di oggi sul cemento rosso di Parigi, è sfumato a causa di un improvviso e violento virus gastrointestinale che ha colpito Matteo Arnaldi. Un risvolto drammatico per il ligure, reduce dall’epica impresa contro l’americano Frances Tiafoe, che si è visto costretto ad alzare bandiera bianca proprio nel giorno più importante della sua carriera.

L’annuncio shock del forfait è arrivato a ridosso delle ore 19, l’orario previsto per l’inizio del match. Invece di darsi battaglia sul rettangolo di gioco, i due azzurri si sono presentati l’uno accanto all’altro nella sala conferenze dello Slam parigino per spiegare l’imprevedibile epilogo.

«È dura essere qui, non era assolutamente quello che volevo – ha raccontato un provato Arnaldi ai giornalisti –. Ieri sera, subito dopo l’allenamento, stavo bene. I problemi sono iniziati dopo cena: lo stomaco ha cominciato a darmi fastidio, mi sono svegliato all’una di notte per vomitare e non sono più riuscito a prendere sonno. Verso le 6 o le 7 del mattino è andata ancora peggio. Mi dispiace da morire per come è finita, la sfida tra noi sarebbe stata epica».

Il traguardo di Cobolli tra gioia e lacrime

Il ritiro forzato di Arnaldi proietta direttamente in finale Flavio Cobolli. Una gioia immensa per il ventiquattrenne romano, che da lunedì sarà ufficialmente un nuovo membro della top 10 del ranking mondiale ATP, ma fortemente mitigata dal dispiacere per la sfortuna del connazionale.

«È difficile parlare in questo momento. Quando Matteo è venuto a dirmelo un’ora fa, ho quasi pianto – ha confessato Cobolli visibilmente emozionato –. È una cosa che non ti aspetti, ero pronto a giocare. Ero davvero triste per lui, ma al tempo stesso felice per quello che entrambi abbiamo fatto in questa settimana».

Il tennista romano si è poi rivolto direttamente ad Arnaldi con parole di grande stima e fair play: «Voglio farti i complimenti, hai lottato per tantissime ore in campo. Sii orgoglioso di quello che hai fatto e di come l’hai fatto. Cerco di prendere esempio da te anche fuori dal campo, sei l’emblema di un atleta eccezionale».

Domenica l’appuntamento con la storia

Smaltita l’amarezza per il mancato spettacolo tutto italiano, per Flavio Cobolli è già tempo di concentrarsi sul momento più importante della sua vita sportiva. Domenica pomeriggio, sul campo Philippe Chatrier, il romano andrà a caccia della leggenda nella sua prima finale Slam in carriera. Dall’altra parte della rete troverà il tedesco Alexander Zverev, che nell’altra semifinale si è sbarazzato in quattro set del giovane talento ceco Jakub Mensik. Sarà una sfida stellare: da una parte l’outsider azzurro che sta vivendo un sogno, dall’altra un “Sascha” Zverev determinato a sfatare il tabù e a mettere finalmente in bacheca il suo primo Major.