Nel corso del vertice a San Pietroburgo, il presidente russo Vladimir Putin ha esaminato i documenti con i vari approcci per la risoluzione del conflitto in Ucraina presentati dall’inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che le proposte «saranno esaminate dal presidente», aggiungendo tuttavia che «molto dipende, ovviamente, dagli ucraini, da quanto siano disposti a impegnarsi concretamente per una soluzione pacifica». Nello stesso colloquio, Putin ha espresso la volontà di discutere «la possibilità di un incontro in Cina» con Donald Trump a margine del vertice dell’Apec.
Sul fronte umanitario e diplomatico, il leader russo ha confermato a Witkoff il rilascio del cittadino statunitense Stephen Hubbard, detenuto in Russia e subito trasferito all’aeroporto Pulkovo per il rimpatriamento, accogliendo la richiesta avanzata da Trump. Ciononostante, Peskov ha ribadito la ferma contrarietà di Mosca a qualsiasi tregua temporanea sui raid energetici, chiarendo che «abbiamo bisogno della pace, non di un cessate il fuoco». La linea dura trova conferma anche nelle parole della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la quale ha sottolineato che «finché Mosca non pone fine alla guerra le sanzioni Ue restano» in vigore. Intanto, sul campo, la spirale di violenza non si ferma: raid di droni russi hanno provocato la morte di quattro civili tra Kharkiv e Kiev, inclusi due anziani di 81 e 83 anni, mentre un 19enne è rimasto ucciso da un attacco ucraino nella regione russa di Brjansk.
