A Minneapolis la protesta contro le politiche migratorie dell’amministrazione Trump e contro l’Ice ha raggiunto un livello di mobilitazione senza precedenti. Migliaia di persone hanno partecipato a manifestazioni, scioperi e cortei in città e in decine di Stati americani, sotto lo slogan “No work. No school. No shopping. Stop funding ICE”, dopo l’uccisione di due attivisti, Renee Good e Alex Pretti, da parte di agenti federali.
Il cuore delle iniziative è stato lo storico locale First Avenue, dove Bruce Springsteen è apparso a sorpresa durante un concerto di raccolta fondi organizzato da Tom Morello. Il cantante ha eseguito alcuni dei suoi brani più noti e la nuova “Streets of Minneapolis”, scritta in memoria delle vittime, esibendosi con una chitarra che riportava la scritta “Arrest the President”. Sul palco Springsteen ha duramente criticato l’operato delle forze federali.
Le proteste si sono estese in tutto il Paese, con scuole chiuse per scioperi degli insegnanti e manifestazioni a Washington, Chicago, New York e San Francisco. Forte anche la tensione sul fronte dei media: il giornalista ed ex volto della CNN Don Lemon è stato arrestato mentre seguiva una protesta pacifica in una chiesa di Minneapolis, per poi essere rilasciato senza cauzione. Lemon ha denunciato una violazione del «primo emendamento» che «protegge il mio lavoro e quello di innumerevoli altri giornalisti che fanno quello che faccio io», mentre esponenti democratici, tra cui Kamala Harris, hanno parlato di un grave attacco alle libertà civili.










