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Poste italiane, l’utile cresce e spinge le stime: operazione su Tim entro settembre

Poste mette a segno un primo trimestre in crescita, alza gli obiettivi di redditività per il 2026 e dettaglia ancora la strategia dell’operazione su Tim che darà vita «al primo operatore mobile» con la conclusione dell’opas entro settembre, senza aprire a ritocchi di prezzo, visto che «riconosce già un premio significativo agli azionisti». L’ad Matteo Del Fante parte da un trimestre «solido» (utile a 617 milioni (+3%), ricavi saliti a 3,5 miliardi per ritoccare la guidance del gruppo quest’anno a livello di risultato operativo (Ebit), fissandola a 3,4 miliardi considerato anche uno scenario dei tassi più favorevole. Una mossa apprezzata dal mercato e che ha spinto il titolo del gruppo a Milano (malgrado una seduta fiacca) del 2,46% mentre Tim è salita del 3,7%. E proprio il bilancio in salute permetterà, assicura il manager, «di supportare gli investimenti digitali e accelerare le iniziative strategiche volte a sostenere la crescita».

La tempistica dell’acquisizione sul gruppo telefonico seguirà la rotta tracciata: assemblea a giugno, presentazione del piano al 2030 a luglio quando partirà l’offerta e conclusione dell’opas entro il terzo trimestre.

Il percorso

Mesi che serviranno per spiegare ancora l’operazione a investitori e al mercato ma le reazioni, nota, sono state positive al momento. E di fronte alle voci di mercato che chiedono un ritocco del prezzo, il Cfo Camillo Greco invita a guardare i numeri: «Il premio reale incorporato nella nostra offerta è pari al 17%, calcolato sui prezzi spot pre-operazione. Il premio incorporato sale fino al 50% se calcolato sui prezzi medi non vincolati, poiché le azioni Tim sono aumentate di circa il 110% dal nostro primo investimento nel febbraio 2025».

Dall’altra parte, come ha detto l’ad Pietro Labriola, il gruppo delle tlc va avanti sul suo piano: «La traiettoria di fondo rimane invariata» e «le previsioni sono confermate, ci concentriamo completamente sull’esecuzione». Di fronte all’offerta «il cda ha avviato un processo per valutarla e il parere di congruità verrà espresso a tempo debito» rileva. Nei progetti su Tim dei vertici di viale Europa, sede di Poste, l’operazione ha una duplice valenza: «Riconosce una significativa creazione di valore per gli azionisti» e crea una combinazione operativa e commerciale trainata anche dall’uso della tecnologia e dalla app del gruppo. Del Fante e la sua squadra nella conference call pongono l’accento sulle sinergie per 700 milioni di euro, l’effetto accrescitivo sull’utile per azione a partire dal 2027, che diventa a doppia cifra dal 2028. Il dividendo per azione stimato al 2026 viene confermato mentre la politica dei dividendi futura «sarà accrescitiva».

Un altro punto focale è l’utilizzo della «superapp» che conta 17 milioni di utilizzatori (4,2 milioni al giorno) «per integrare perfettamente l’offerta consumer Tim». Nel frattempo comunque Poste cresce con i suoi business caratteristici, tradizionali e non.

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