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Politiche di coesione, Fitto a “La forza dei territori”: «Le Regioni protagoniste nel contesto europeo»

“La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, il tema dell’incontro organizzato a Roma dal Gruppo Ecr e FdI

Politiche di coesione, Fitto a “La forza dei territori”: «Le Regioni protagoniste nel contesto europeo»

«Un’occasione di dialogo e confronto importante tra amministratori locali, nazionali ed europei, impegnati tutti nella partita delle Politiche di Coesione». Così Paolo Pagliaro, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Puglia, descrive il convegno promosso dal vice presidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, a Roma. All’evento ha partecipato una delegazione pugliese composta da consiglieri regionali ed esponenti di Fratelli d’Italia.

Tema dell’incontro, organizzato dal Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (Ecr) e da Fratelli d’Italia, era “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa“.

Nel corso del suo intervento, Fitto ha confermato che l’Unione europea si trova in una fase cruciale, sospesa tra la gestione della programmazione 2021-2027 e la definizione del prossimo bilancio pluriennale 2028-2034.

L’obiettivo cardine resta la coesione territoriale per ridurre i divari tra le diverse aree, un principio che Fitto intende coniugare con la competitività attraverso una modernizzazione delle politiche.

Nella revisione di medio termine dell’attuale bilancio sono già stati stanziati circa 35 miliardi di euro per nuove priorità strategiche individuate insieme a Stati e regioni: acqua, casa, competitività, energia e difesa.

Il futuro della governance finanziaria europea ruoterà attorno ai nuovi “Piani nazionali e regionali di partenariato“, uno strumento concepito per offrire maggiore semplificazione e flessibilità. Questo modello integrerà l’esperienza dei Piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr) con i principi storici della coesione.

Fitto ha risposto indirettamente alle preoccupazioni su un possibile accentramento dei fondi a scapito degli enti locali, chiarendo che i nuovi regolamenti rispetteranno l’architettura istituzionale di ciascun Paese. In nazioni come Italia, Germania, Polonia, Austria, Belgio e Spagna, dove le Regioni hanno prerogative costituzionali o legislative e la responsabilità diretta dei programmi, il loro protagonismo viene «confermato in modo assoluto». Il modello sarà invece differenziato per quegli Stati membri in cui le regioni hanno un peso minore o non svolgono alcuna funzione istituzionale.