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Pier Silvio Berlusconi, per avere successo una sola ricetta: tanto lavoro. Le novità su Mediaset

Pier Silvio Berlusconi, nonostante i 56 anni, si muove e si raffronta con chiunque con lo spirito di un ragazzo. Semplice, ma di una normalità che fa notizia. Lo fa ancora oggi che è a capo da anni di un gruppo conosciuto e rispettato in tutto il mondo. Capita che arrivi a Cologno Monzese, centro…
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Pier Silvio Berlusconi, nonostante i 56 anni, si muove e si raffronta con chiunque con lo spirito di un ragazzo. Semplice, ma di una normalità che fa notizia. Lo fa ancora oggi che è a capo da anni di un gruppo conosciuto e rispettato in tutto il mondo.

Capita che arrivi a Cologno Monzese, centro nevralgico dell’azienda creata dal padre Silvio (che dà lavoro a circa 5000 famiglie, senza contare i collaboratori e l’indotto), guidando la sua auto; saluta alla sbarra le guardie dell’ingresso con un sorriso gentile, gli aprono e va a posteggiare. È una gentilezza ereditata dal padre, che era generoso nei sorrisi e che ha sempre salutato per primo, un’educazione insegnatagli dalla madre Carla Dall’Oglio.

È un rituale concreto, senza fronzoli, diretto, come il suo carattere, e che dice molto di lui. E non cambia quando incontra i giornalisti, che ha chiamato recentemente sempre a Cologno per illustrare i risultati ottenuti da «Mediaset» e da «Mediaset for Europe» MFE, di cui è diventato recentemente presidente e amministratore delegato in un riassetto per indirizzare meglio le attività del gruppo televisivo nei vari paesi in cui opera: Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e, da poco, anche Portogallo.

Conti in crescita

Senza toni trionfalistici, ma con ovvia soddisfazione, come è stato riportato dai canali Mediaset, nell’incontro con la stampa Pier Silvio Berlusconi ha sottolineato i risultati economici del gruppo, perché la televisione commerciale deve avere i conti in ordine. Ai giornalisti ha spiegato che «chiuderemo il bilancio il 15 aprile, ma stimiamo che l’utile, considerato nel suo complesso, è più che raddoppiato rispetto a quello dell’anno scorso».

Parlare di numeri è sempre un po’ ostico per chi soffre un po’ di discalculia come me. Più semplice capire come si è arrivati a quei numeri: lavoro, lavoro e ancora lavoro. Ed ecco che cosa Mediaset proporrà sulle sue reti per raggiungerli e superarli anche nel prossimo bilancio.

Nuove produzioni

E così, grande attenzione da parte di tutti (soprattutto di noi telespettatori) alle nuove produzioni, che tutte nuove non sono: «Partiranno i Cesaroni, grandissima sfida e grande ritorno», conferma il presidente. «I Cesaroni», si sa, è una serie partita proprio su «Canale 5» vent’anni fa e la sesta edizione è di dodici anni fa.

Il ritorno dei Cesaroni

l nuovo capitolo sarà ambientato dieci anni dopo l’ultima puntata. I vecchi amici ci sono ancora, cresciuti e cambiati, ma al centro della narrazione ci saranno temi contemporanei: l’adolescenza nel mondo post-Covid, la scuola come crocevia di crisi e inclusività, le difficoltà economiche e le nuove dinamiche familiari, mi riferiscono.

Nella serie rivedremo Claudio Amendola, adorato nel ruolo del protagonista, ma anche Matteo Branciamore, con Marta Filippi come new entry. Non ci sarà Max Tortora, ed è un peccato, era amatissimo (cerca nuove sfide professionali, ci fanno sapere). E non ci sarà purtroppo Antonello Fassari: è morto a Roma il 5 aprile 2025 all’età di 72 anni, dopo una lunga malattia, e la sua scomparsa ha suscitato un dolore profondo in Amendola: «Per me è un pezzo di vita che va via, mi aspetto che stia borbottando da qualche parte lassù».

Show ed eventi

Nel suo incontro con la stampa Pier Silvio e il suo staff hanno ricordato anche le novità: arrivano due foggiani doc, Pio e Amedeo, con il loro evento per festeggiare i loro 25 anni di carriera. E non saranno soli, ma ospiteranno molti artisti, compreso Banfy, un cantante neomelodico, ma piemontese, virale sulle radio. «Pio e Amedeo – Stanno tutti invitati» andrà in onda prossimamente su Canale 5 e sarà registrato a Bergamo, alla «ChorusLife Arena», che, si legge sul suo sito, «consente di adattare la sua capienza, fino a un massimo di 6.000 posti».

E proprio in questa Arena è stato registrato lo spettacolo musicale con grandi interpreti condotto da Paolo Bonolis, «Taratata», che è molto piaciuto al pubblico come a Pier Silvio Berlusconi che lo voleva «come un grande show di intrattenimento, cucito su misura sulle caratteristiche di Bonolis, capace di unire comicità, improvvisazione, ospiti e momenti musicali». E le aspettative non sono state tradite.

Regina Maria

Ovviamente vedremo sempre «Amici», che sta andando in onda con il serale (battendo, ma di poco per ora, «Canzonissima»). Poi ci sarà un nuovo ritorno sperimentale, che è «Superkaraoke», «che andrà in onda, diciamo, probabilmente a maggio», ha anticipato Pier Silvio ai giornalisti. Sarà condotto da Michelle Hunziker. È questo uno dei format più iconici e popolari della televisione italiana, che torna in una veste completamente rinnovata.

È ovvio che la regina della tv, con il trittico «Amici», «Tu si que vales» e «C’è posta per te», rimane sempre Maria De Filippi. Anche «Temptation Island» ritornerà: i fan speravano in una doppia programmazione e saranno accontentati. «E ci saranno grandi eventi musicali con Il Volo e con Gigi D’Alessio, affiancato da Vanessa Incontrada».

Arriva Panariello

Poi Pier Silvio ha aggiunto una novità che mi rende felice, perché è una persona che mi piace molto: «Abbiamo chiuso un accordo di cui siamo contenti per nuovi prodotti con Giorgio Panariello. Sarà prima di Natale, con un evento su Canale 5, forse cinque serate». E Berlusconi ha aggiunto (e questo potrebbe essere davvero un prodotto top): «Stiamo lavorando insieme a lui a un progetto di fiction».

Un film su San Carlo Acutis

Concludo le novità che abbiamo appreso con una produzione che si sta ultimando e che a mio parere è molto importante perché è qualcosa che va oltre la quotidianità della nostra vita, annunciata da Berlusconi: «È un film sulla vita di San Carlo Acutis, un prodotto cui tengo tantissimo. Hanno appena iniziato a girare a Milano».

Il titolo è «Il mio nome è Carlo» e viene girato appunto tra Milano e Assisi. Il protagonista è interpretato da Samuele Carrino, la regia è di Giacomo Campiotti. Carrino, tra l’altro, è già stato protagonista di un altro film importante, «Il ragazzo dai pantaloni rosa», sulla vita di Andrea Spezzacatena, vittima di un bullismo che lo ha portato al suicidio.

Il santo dei millennial

Sono molto felice di questo film su Carlo Acutis, ormai chiamato «il santo dei millennial», che ha saputo unire fede e nuove generazioni in tutto il mondo. A Milano Acutis ha vissuto la sua breve ma intensa vita, conclusa il primo anno di liceo nel 2006, a 17 anni, a causa di una leucemia fulminante. Nel suo liceo, il Leone XIII, veniva chiamato «il Carlo delle domande»: assillava i professori con un’infinità di domande, era assetato di sapere, con una forte passione per l’informatica e il web, che utilizzava per diffondere contenuti religiosi, una religione vissuta nella pratica e non solo nelle parole. La sua testimonianza si è diffusa ben oltre i confini italiani, fino alla proclamazione a santo il 7 settembre 2025, durante una solenne celebrazione in piazza San Pietro, alla presenza di Papa Leone XIV.

Perché è santo

Ma perché santo? Al di là della fede cattolica, Carlo ha fatto suo l’obbligo religioso di «amare il prossimo tuo come te stesso». Sui libri di catechesi si legge che è un comandamento biblico fondamentale, che impone di estendere agli altri lo stesso amore, rispetto e cura che si hanno per sé. È il secondo grande comandamento secondo Gesù, riassume la legge morale, basandosi sulla reciprocità, la carità e il riconoscimento della dignità in ogni persona. Carlo Acutis si è dedicato ai poveri, ai senzatetto, al volontariato.

I miracoli

Pregando sulla sua tomba una madre ottenne la guarigione della figlia, vittima di un grave incidente, e prima ancora un bambino brasiliano ebbe modo di venire a contatto con una reliquia di Carlo Acutis, una parte di un suo pigiama, e chiese la grazia di guarire da una malattia terribile al pancreas.

Nei giorni successivi fu sottoposto a una serie di esami diagnostici in base ai quali il pancreas apparve sanato.

«Ama il prossimo tuo come te stesso»: mentre lo scrivo mi commuovo, perché mi riesce inconcepibile che anche un bambino possa soffrire, ma sono arrivati due miracoli di Acutis e lo hanno fatto santo, capite la mia emozione? Avvenuti pregando San Carlo Acutis.

Ed ecco ora il film: grazie, Pier Silvio, chi crede, come me, se lo meritava. E se lo merita San Carlo Acutis. Grazie ancora.

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