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Piazza San Pietro, la prima messa pasquale di papa Leone XIV: «Alziamo lo sguardo e allarghiamo il cuore»

Con l'arrivo di papa Leone sono iniziate alle 10.15 in piazza San Pietro le celebrazioni della messa di Pasqua. La prima per il Pontefice, che nell'Omelia ha sottolineato le preoccupazioni per i sentimenti che soffocano la gioia di vivere: la tristezza, la stanchezza e le ingiustizie nel mondo. Concetti che il Papa aveva già annunciato…
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Con l’arrivo di papa Leone sono iniziate alle 10.15 in piazza San Pietro le celebrazioni della messa di Pasqua. La prima per il Pontefice, che nell’Omelia ha sottolineato le preoccupazioni per i sentimenti che soffocano la gioia di vivere: la tristezza, la stanchezza e le ingiustizie nel mondo. Concetti che il Papa aveva già annunciato nella messa della veglia della notte di Pasqua. Parole che fanno rumore in un contesto globale di guerra, di conflitti, diseguaglianze e ingiustizie.

«La creazione intera risplende oggi di nuova luce. Dalla terra si leva un canto di lode, esulta di gioia il nostro cuore. Cristo risorto dalla morte è con noi, anche noi risorgiamo a vita nuova. Questo annuncio Pasquale abbraccia il mistero della nostra vita e il destino della storia e ci raggiunge fin dentro di abissi della morte da cui ci sentiamo minacciati e a volte sopraffatti. Esso ci apre la speranza che non viene meno alla luce che non tramonta, a quella pienezza di gioia che niente può cancellare.

«La morte è stata vinta per sempre, la morte non ha più potere su di noi e questo messaggio non sempre facile da accogliere. Una promessa che facciamo fatica ad accogliere, perché il potere della morte ci minaccia sempre dentro e fuori dentro di noi, quando la zavorra dei nostri peccati diventa impedimento».

La Pasqua del Signore ci invita ad alzare lo sguardo e allargare il cuore

«Prosciugano le nostre speranze quando le preoccupazioni o i risentimenti soffocano la gioia di vivere, quando proviamo tristezza o stanchezza, quando ci sentiamo traditi o rifiutati, quando dobbiamo fare i conti con la nostra debolezza, con la sofferenza, con la fatica di ogni giorno. Allora ci sembra di essere finiti in un tunnel di cui non vediamo l’uscita».

«Ma anche fuori di noi la morte è sempre in agguato, la vediamo presente nelle ingiustizie, nell’oppressione dei poveri, nella scarsa attenzione verso i più fragili. La vediamo nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge. In questa realtà la Pasqua del Signore ci invita ad alzare lo sguardo e allargare il cuore, essa continua ad alimentare nel nostro spirito».

La Resurrezione

«Il sepolcro di Gesù è vuoto e perciò in ogni morte che sperimentiamo c’è anche spazio per una nuova vita che sorge. Il Signore è vivo e rimane con noi attraverso fessure di Resurrezione che si fanno spazio nelle oscurità. Egli consegna il nostro cuore alla speranza che ci sostiene. Il potere della morte non è il destino ultimo della nostra vita, siamo orientati una volta per sempre verso la pienezza perché in Cristo risorto anche noi siamo risorti, ce lo ricordava con parole accorate Papa Francesco nella sua prima esortazione apostolica».

«La Resurrezione di Cristo non è una cosa del passato, contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della Risurrezione, è una forza senza uguali. È vero che molte volte sembra che Dio non esista, vediamo ingiustizia cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono, però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo che presto o tardi produce un frutto».

«Ricordandoci che nel Cristo Risorto una nuova creazione è possibile. Ogni giorno ce lo dice il Vangelo, oggi proclamato, che colloca l’evento della Risurrezione in modo preciso: il primo giorno della settimana, il giorno della Risurrezione di Cristo si rimanda così alla creazione, a quel primo giorno in cui Dio creò il mondo e ci annuncia nello stesso tempo che una vita nuova, più forte della morte, adesso sta spuntando per l’umanità la Pasqua».

«Oggi abbiamo bisogno e siamo noi risorti con Cristo e dobbiamo portarlo per le strade del mondo, annunciamolo a tutti, portiamo con la nostra vita la gioia della Risurrezione, perché dovunque aleggia ancora lo spettro della morte, possa splendere la luce della vita. Cristo ci benedica e doni la sua pace al mondo intero»

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