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Piano casa, sbuca un’idea bipartisan: priorità a over 65 soli e sconti Imu per i giovani

Il governo punta a coinvolgere il settore privato per la realizzazione di programmi infrastrutturali di edilizia e ad applicare prezzi calmierati

Piano casa, sbuca un’idea bipartisan: priorità a over 65 soli e sconti Imu per i giovani

Migliorare la condizione abitativa delle persone anziane, favorire il cohousing riducendo la tassazione e aiutare gli under 35. Sono alcuni degli interventi contenuti in emendamenti bipartisan al Piano Casa del governo (per il quale sono previste risorse pubbliche per 10 miliardi). Il decreto, approvato dal Cdm a fine aprile, è all’esame della commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici alla Camera ed è rivolto soprattutto agli studenti fuori sede, alle giovani coppie, ai separati e ai lavoratori costretti a muoversi dalla propria residenza d’origine, ma anche a chi non ha un Isee basso, ma non riesce ad affrontare prezzi di mercato.

Il governo punta a coinvolgere il settore privato per la realizzazione di programmi infrastrutturali di edilizia e ad applicare prezzi calmierati integrati almeno del 33% per affitti e acquisti di immobili. Nel pacchetto di emendamenti Lega, Fi, Pd, Azione, Avs e Iv propongono che almeno il 25% dei programmi di edilizia residenziale pubblica e sociale e degli interventi di recupero del patrimonio esistente sia destinato a nuclei di persone di età pari o superiore a 65 anni, con priorità per gli anziani soli, con reddito basso o in condizioni di fragilità abitativa. Analoga proposta arriva dal Movimento 5 Stelle, e ripresa da maggioranza e opposizione, e prevede risorse per il cohousing, cioè la realizzazione di modelli di alloggi assistiti e di coabitazione solidale domiciliare per le persone anziane.

Imu ridotta al 50% per gli immobili affittati a canone concordato agli under 35 e a genitori separati o divorziati non assegnatari della casa familiare è un’altra misura proposta Forza Italia. Agli oneri, valutati in otto milioni di euro annui a partire dal 2026, si provvede con la corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica. Sempre di Fi è un altro emendamento che punta a distinguere i prezzi dell’housing sociale tra vendita ed affitti, prendendo come riferimento per il primo caso i valori dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate ‘scontati’ del 33%, e per il secondo gli accordi territoriali per il canone concordato. Per questa misura bisogna prendere in considerazione la «fascia mediana di oscillazione dei canoni di cui agli accordi territoriali di riferimento stipulati dalle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori».

Sulla stessa linea un emendamento del Pd che parla di «canoni non superiori ai valori individuati dagli accordi territoriali per la stipula dei contratti di locazione a canone concordato, al fine di assicurare la massima disponibilità economica dell’offerta abitativa». Fabrizio Rossi di FdI propone però anche un Registro nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità come «strumento di trasparenza» del mercato immobiliare e per favorire la stipula di nuovi contratti di locazione, una mossa che è stata definita dall’opposizione «una gogna per i poveri». Esentare dal pagamento dell’Imu gli immobili di proprietà degli ex Istituti autonomi per le case popolari (Iacp), anche se sfitti è l’obiettivo di un emendamento presentato da Marco Osnato (FdI), presidente della Commissione Finanze della Camera.