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Il Medio Oriente in fiamme: nuovo fronte in Libano, Paesi del Golfo pronti a rispondere all’Iran

Nuovo fronte in Libano, attacchi ai siti energetici nel Golfo, droni verso Cipro: nel terzo giorno dell’operazione Epic Fury-Ruggito del Leone il conflitto si allarga a tutto il Medio Oriente. L’epicentro resta l’Iran, con Teheran messa a ferro e fuoco dall’Idf e le principali città israeliane avvolte dal risuonare continuo di sirene d’allarme, ma nel…
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Nuovo fronte in Libano, attacchi ai siti energetici nel Golfo, droni verso Cipro: nel terzo giorno dell’operazione Epic Fury-Ruggito del Leone il conflitto si allarga a tutto il Medio Oriente. L’epicentro resta l’Iran, con Teheran messa a ferro e fuoco dall’Idf e le principali città israeliane avvolte dal risuonare continuo di sirene d’allarme, ma nel perimetro del conflitto si è riaffacciato Hezbollah, mentre i Paesi arabi hanno iniziato a valutare una risposta militare agli attacchi dei Pasdaran.

Anche gli Stati Uniti sono sempre più coinvolti, con il conseguente aumento delle perdite: tre jet sono stati abbattuti dal fuoco amico in Kuwait. La megaflotta di stanza nella regione sta già ricevendo rinforzi per gestire un intervento pianificato per durare «4-5 settimane», ha fatto sapere Donald Trump. Il fronte libanese si è riaperto con una salva di razzi e droni lanciati verso Haifa e altre zone nel nord di Israele nella notte di lunedì. Un attacco rivendicato da Hezbollah come rappresaglia per l’uccisione della Guida suprema iraniana Ali Khamenei. La risposta dell’Idf è stata muscolare: bombardamenti sul sud del Paese confinante, nella valle orientale della Bekaa e sulla capitale: 70 gli obiettivi colpiti, almeno 52 morti.

Riguardo all’Iran Trump ha spiegato che le forze congiunte «continuano a condurre operazioni su vasta scala» per completare i «quattro obiettivi»: «distruggere» le capacità missilistiche del regime, «annientare» la sua marina, impedire la realizzazione della bomba nucleare e fermare il finanziamento dei proxies. Esplosioni sono state segnalate vicino all’impianto nucleare di Isfahan, dove il regime nasconde le sue ingenti scorte di uranio arricchito al 60%. Anche l’impianto di Natanz sarebbe stato attaccato.
I Pasdaran hanno allargato il raggio d’azione nel Golfo.

Un drone ha attaccato la raffineria di petrolio di Ras Tanura, in Arabia Saudita, una delle più grandi in Medio oriente. Allo stesso modo il Qatar ha interrotto la produzione del più grande impianto di gnl al mondo dopo raid iraniani. La tensione con la Repubblica islamica ha superato i livelli di guardia: Riad, Manama, Amman, Doha, Kuwait City ed Abu Dhabi hanno affermato «il diritto di autodifesa», evocando una «rappresaglia».

Nel mirino dei droni iraniani è finita anche Cipro. In particolare due Shahed sono stati lanciati contro la base britannica ad Akrotiri. Londra ha disposto l’evacuazione del personale, così come il governo di Nicosia, che ha fatto evacuare l’intera area e chiuso l’aeroporto di Paphos.

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