Un attacco diretto e senza precedenti che unisce leader politici internazionali, esponenti mediorientali e amministratori locali statunitensi all’interno di un unico cartello propagandistico: in un recente manifesto elettorale firmato dal premier Benjamin Netanyahu e dal suo partito, il Likud, la figura di Zohran Mamdani, primo cittadino di New York, è stata inserita ufficialmente tra i principali avversari di Israele. Il manifesto associa la figura del sindaco newyorchese al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, alla massima autorità iraniana Mojtaba e al capo di Hezbollah, Naim Qassem, delineando un fronte di opposizione politica e ideologica alla leadership del primo ministro israeliano.
La campagna di comunicazione è stata rilanciata dallo stesso Netanyahu attraverso i propri canali ufficiali: il primo ministro ha infatti condiviso la grafica sulla piattaforma X, accompagnandola con il messaggio esplicito «Vogliono che Netanyahu perda. Non lasciate che vincano». L’iniziativa ha immediatamente sollevato accese discussioni per la scelta di accostare la guida di una metropoli americana ai vertici storici di Paesi e organizzazioni ostili al governo di Tel Aviv, confermando una strategia elettorale incentrata sulla polarizzazione dello scontro politico interno ed esterno.
