Il piccolo Domenico, il bimbo ricoverato da circa due mesi all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito, è morto all’alba per un arresto cardiaco. A darne notizia è stato il legale della famiglia, Francesco Petruzzi. L’Azienda Ospedaliera dei Colli, di cui fa parte il Monaldi, ha espresso cordoglio per la scomparsa del bambino, deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. In mattinata il cardinale Mimmo Battaglia gli aveva somministrato l’estrema unzione.
Domenico era sostenuto dall’Ecmo dopo il trapianto del 23 dicembre 2025, intervento non riuscito. Il supporto prolungato della macchina cuore-polmone aveva però compromesso gravemente gli organi interni. L’ultimo consulto di esperti nazionali aveva escluso ulteriori possibilità terapeutiche; un cuore compatibile individuato nei giorni scorsi è stato destinato a un altro bambino ricoverato al Giovanni XXIII di Bergamo.
La madre, Patrizia Mercolino, aveva rinunciato a richiedere ulteriori pareri europei e, insieme ai medici, aveva avviato la Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC), prevista dalla Legge 219/2017, per evitare accanimento terapeutico. “Non si tratta di eutanasia”, aveva precisato l’avvocato, ma di una scelta condivisa nel rispetto della dignità del minore.
Il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, ha invitato al silenzio e al rispetto per il dolore della famiglia. La madre ha ringraziato per l’affetto ricevuto, chiedendo che eventuali offerte siano devolute all’AIDO.
Intanto prosegue l’inchiesta: a Napoli sei persone tra medici e paramedici risultano indagate per lesioni colpose gravissime in relazione al danneggiamento del cuore espiantato a Bolzano. Al centro degli accertamenti vi è l’ipotesi che durante il trasporto sia stato utilizzato ghiaccio secco anziché ghiaccio d’acqua, errore che avrebbe compromesso l’organo. La documentazione clinica è stata consegnata alla madre e sarà valutata dal consulente medico legale della famiglia.










