L’Italia torna a fare i conti con la drammatica e ininterrotta piaga delle morti sul lavoro. La giornata del 4 novembre è stata segnata da una drammatica sequenza di incidenti lungo tutto il Paese, costati la vita a quattro persone tra Emilia-Romagna, Veneto, Campania e Puglia, a cui si aggiunge il decesso di un operaio settantenne avvenuto dopo cinque giorni di agonia.
Nel Piacentino, a San Nicolò, un operaio di 54 anni dipendente di Iren è stato travolto da un’auto ed è morto sul colpo mentre effettuava la lettura dei contatori dell’acqua all’interno di un tombino. Un tragico incidente ha colpito anche il cantiere Fincantieri di Marghera, nel Veneziano: un lavoratore di 34 anni di nazionalità romena è deceduto e altri due sono stati colti da malore all’interno di una nave in costruzione. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con il nucleo Nbcr per effettuare campionamenti dell’aria e chiarire le cause dell’episodio, che hanno portato all’interruzione precauzionale delle attività nell’area.
Al Sud si registrano altre due vittime: a San Leucio del Sannio (Benevento) un giovane lavoratore extracomunitario è precipitato da una scala in un’azienda di frantumazione del pietrisco, mentre a Casarano (Lecce) l’imprenditore di una ditta edile ha perso la vita schiacciato da un cancello. Infine, dall’ospedale Torrette di Ancona è giunta la notizia della morte di Tommasino Calvaresi, l’operaio 70enne caduto il 29 ottobre da un’impalcatura ad Acquaviva Picena. Un evento che ha scatenato la dura reazione dei sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil: “A 70 anni si dovrebbe godere il meritato riposo. Servono controlli efficaci e formazione permanente: la sicurezza non è un costo ma un diritto”.
