«Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio». Sono le parole da brivido pronunciate dal ventiduenne Lamin Saidilly subito dopo aver aggredito a coltellate uno sconosciuto in un bar di Milano. Un’esclamazione che fotografa la lucida ferocia di un attacco improvviso e apparentemente senza alcun movente.
I fatti si sono consumati ieri mattina all’angolo tra via Paravia e via Capecelatro. La vittima, il cinquantacinquenne Gerardo Pastore, stava facendo colazione con il padre quando Saidilly, con il volto coperto da un passamontagna nero, lo ha sorpreso alle spalle. Senza dire una parola, lo ha colpito con venti fendenti sferrati con un coltello di 21 centimetri, mirando a testa, collo, torace e addome. L’intera scena è stata ripresa dalle telecamere di sicurezza.
Le reazioni politiche non sono tardate. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha commentato duramente sui social: «Parole allucinanti. Si è divertito e lo rifarebbe? Che non esca più dal carcere allora!».
Mentre Pastore resta ricoverato in prognosi riservata ma in condizioni stabili dopo un delicato intervento chirurgico, la macchina giudiziaria si muove rapidamente. Il pm Elio Ramondini ha chiesto la convalida dell’arresto per tentato omicidio, evidenziando il concreto pericolo di fuga e di reiterazione del reato. Domani mattina il gip Luigi Iannelli interrogherà Saidilly nel carcere di San Vittore.
