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Terrore in casa per i soldi della droga, picchia la compagna davanti al figlio: arrestato 47enne

L’uomo non si faceva scrupoli a scagliarsi contro la compagna e l’anziana suocera, arrivando a distruggere l’arredamento e a lanciare oggetti contundenti all’indirizzo delle vittime

Terrore in casa per i soldi della droga, picchia la compagna davanti al figlio: arrestato 47enne

Un incubo domestico fatto di continue violenze, minacce di morte e lanci di oggetti, consumato per anni tra le mura di casa e, spesso, davanti agli occhi terrorizzati del figlio minorenne. La Polizia di Stato di Taranto ha messo la parola fine alle vessazioni subite da una donna e dalla sua anziana madre, arrestando un tarantino di 47 anni.

Nei confronti dell’uomo, gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale ionico, su richiesta della Procura della Repubblica. Le accuse contestate sono pesantissime: maltrattamenti in famiglia ed estorsione aggravata.

Un dramma familiare lungo anni per finanziare la dipendenza

Le indagini, coordinate dalla Procura tarantina, erano scattate nei primi mesi del 2026, quando la compagna dell’indagato, sfinita e terrorizzata, aveva trovato il coraggio di varcare la soglia della Questura per sporgere denuncia.

Il quadro ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile ha rivelato uno scenario di profonda degradazione e violenza. Il 47enne, un consumatore abituale di sostanze stupefacenti con alle spalle già diversi precedenti per reati contro il patrimonio, utilizzava sistematicamente la forza e l’intimidazione per un unico scopo: estorcere alle due donne il denaro contante necessario a soddisfare la sua quotidiana dose di droga.

Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, gli episodi di aggressione verbale e fisica si protraevano ormai da anni. L’uomo non si faceva scrupoli a scagliarsi contro la compagna e l’anziana suocera, arrivando a distruggere l’arredamento e a lanciare oggetti contundenti all’indirizzo delle vittime. Molti di questi drammatici raid, come accertato dalla Polizia, si sono consumati alla presenza del figlio minore della coppia, costretto ad assistere alle violenze sul nucleo familiare.

Una condizione di costante sottomissione psicologica e fisica che aveva gettato le due donne in un grave e perenne stato di ansia e paura, fino a costringerle a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita per evitare di rimanere sole con l’aggressore. Valutato l’altissimo rischio di reiterazione del reato e l’escalation delle minacce, il giudice per le indagini preliminari ha blindato la sicurezza delle vittime disponendo l’immediato trasferimento del 47enne nel carcere di Taranto.