L’Italia blinda i propri confini di fronte all’escalation delle pressioni migratorie nel Mediterraneo occidentale. Con una decisione destinata a far discutere nelle cancellerie europee, il Ministero dell’Interno ha disposto la chiusura immediata delle frontiere marittime e aeree nei confronti della Spagna, affiancata dalla sospensione temporanea del Trattato di Schengen per i collegamenti diretti con la Penisola Iberica.
La misura strategica è maturata nel corso della mattinata al Viminale, durante la riunione del Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere presieduta dal ministro Matteo Piantedosi, a seguito dell’esame di dettagliati report informativi sulle ultime rotte d’ingresso europee.
Stretta sulle tratte e vertice d’emergenza con la Francia
La mossa del governo italiano si articola su un doppio binario diplomatico e di sicurezza. Oltre al blocco dei canali navali e aerei con Madrid, il titolare del Viminale ha avuto un colloquio telefonico diretto con l’omologo francese Laurent Nuñez.
Dall’asse tra Roma e Parigi è emersa la comune volontà di inasprire i controlli lungo la frontiera terrestre tra Italia e Francia, attivando le clausole previste dagli accordi di collaborazione e pattugliamento congiunto già siglati tra le forze di polizia dei due Paesi.
La stretta istituzionale ha incassato l’immediato e convinto sostegno delle forze di maggioranza. Tra i primi interventi di rilievo si registra quello di Tommaso Foti, capogruppo alla Camera dei Deputati per Fratelli d’Italia, che ha individuato nei recenti eventi dell’enclave spagnola di Ceuta il fattore scatenante dell’emergenza.
«Quello che sta accadendo a Ceuta è un chiaro campanello d’allarme per l’intera Unione Europea: occorre dire basta alla politica delle porte aperte — ha evidenziato Tommaso Foti —. La decisione del ministro Piantedosi di sospendere temporaneamente Schengen con la Spagna è un atto giusto e doveroso nell’ottica di garantire la massima sicurezza ai cittadini. Quando la gestione dei flussi mette sotto pressione i sistemi nazionali, è necessario adottare misure concrete e assumersi la responsabilità di tutelare i propri confini».
