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Meloni contro la fiera “Piu libri più liberi”: «Il patentino antifascista è censura»

Meloni contro la fiera “Piu libri più liberi”: «Il patentino antifascista è censura»

Basta un post social della premier Giorgia Meloni a infuocare quella che era una normale mattina di domenica. Alle 8.36 la Presidente del Consiglio affida a X il suo affondo contro la fiera dell’editoria Più libri più liberi: «Per partecipare, le case editrici dovranno ottenere il ‘patentino antifascista’. La sinistra concepisce la libertà solo se dici ciò che permette». Per la premier, la «cancellazione delle idee non di sinistra» è censura.

Le parole di Meloni arrivano dopo le polemiche del 2025 sulla presenza della sigla di estrema destra Passaggio al bosco; per la prossima edizione alla Nuvola (4-8 dicembre), i nuovi curatori hanno annunciato criteri più selettivi per gli espositori.

La sortita mattutina della premier incassa il plauso di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale: «Ha perfettamente ragione, la libertà d’espressione non deve avere patentini». Le opposizioni, invece, leggono la mossa come una strategia per rincorrere il generale a destra. Per Giuseppe Conte (M5S), Meloni non parla dell’inchiesta sul Ponte dello Stretto e vira sull’«usato sicuro: polemica domenicale surreale sull’antifascismo».

Luca Pirondini (M5S) e Marco Meloni (Pd) ricordano alla premier che ha giurato su una Costituzione antifascista, mentre Nicola Fratoianni (Avs) taglia corto: «Dichiararsi antifascista non è censura, è rispetto dei valori costituzionali».