Un duro scontro mediatico e giudiziario si è scatenato attorno a Report, la trasmissione d’inchiesta di Rai3, in seguito alla pubblicazione da parte de Il Tempo di un articolo dal titolo «Stipendi faraonici e spese incredibili: quanto ci costa Report». La vicenda vede da una parte gli inviati e le inviate del programma, pronti ad adire le vie legali, e dall’altra il direttore della testata romana, Daniele Capezzone, in una polemica che coinvolge la gestione dei costi del servizio pubblico e la fuga di documenti riservati.
La nota dei giornalisti: «Cifre false, denunciamo Il Tempo e chi riprende la notizia»
Con una nota congiunta diffusa nella mattinata, la redazione degli inviati di Report ha annunciato l’intenzione di sporgere querela nei confronti de Il Tempo e di qualunque testata riprenda le informazioni diffuse. Secondo i giornalisti del programma, il quotidiano avrebbe pubblicato somme scorrette e rielaborate in modo artificioso, spacciando per stipendi personali quelle che in realtà sono le coperture totali dei costi di produzione di ogni singolo servizio. «La maggior parte dei collaboratori lavora con contratti di lavoro autonomo a partita Iva e autoproduce le proprie inchieste: i fondi stanziati dalla Rai servono per coprire le spese di trasferta, il montaggio e i costi vivi sostenuti in prima persona dagli inviati nel corso dei mesi di lavoro. Questo modello produttivo – spiegano in una nota dalla redazione – permette di abbattere le spese complessive rendendo Report la trasmissione di prima serata meno costosa della rete, con circa 150mila euro a puntata contro cifre doppie di altri format». Gli inviati hanno inoltre invitato chi intende indagare sui compensi a rivolgere l’attenzione verso giornalisti vicini alla politica messi alla guida di programmi rivelatisi poi fallimentari.
La controreplica di Capezzone e l’affondo di Ranucci sulla fuga di documenti
Non si è fatta attendere la contromossa di Capezzone, che ha definito «scombiccherata e controproducente» la replica del collettivo di Report. Secondo il direttore de Il Tempo, i giornalisti starebbero «arrampicandosi sugli specchi distinguendo tra lordo, netto e spese sostenute», aspetti che il giornale sostiene di aver già chiarito nei propri pezzi. Il direttore ha ribadito che «molti inviati incasserebbero cifre superiori all’appannaggio annuale spettante al Presidente della Repubblica, annunciando che la questione troverà risposte e approfondimenti all’interno della Commissione di Vigilanza Rai».
Sulla vicenda è intervenuto con decisione anche il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, che via social ha denunciato la gravità della diffusione di un documento aziendale interno e strategico sui costi di produzione. Ranucci ha preannunciato una formale segnalazione al comitato etico per individuare chi, all’interno della TV di Stato, abbia consegnato alla testata romana materiale ritenuto «estremamente sensibile».
