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Giorgia Meloni smorza l’allarmismo sui dazi e chiede la sospensione del Green Deal

Giorgia Meloni dopo la giornata di passione di giovedì, passata quasi tutta a Palazzo Chigi insieme ai ministri dell’economia, Giancarlo Giorgetti, dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, e delle imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, torna a parlare dei dazi imposti dagli Stati Uniti alle merci di mezzo mondo, comprese quelle dell’Unione europea, tra cui le italiane,…

Giorgia Meloni dopo la giornata di passione di giovedì, passata quasi tutta a Palazzo Chigi insieme ai ministri dell’economia, Giancarlo Giorgetti, dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, e delle imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, torna a parlare dei dazi imposti dagli Stati Uniti alle merci di mezzo mondo, comprese quelle dell’Unione europea, tra cui le italiane, a margine della visita di ieri sulla nave Amerigo Vespucci, ormeggiata a Ortona in Abruzzo.

«Sono preoccupata, è un problema che va risolto. Non ne farei però una catastrofe. Parliamo di un mercato importante, quello Usa, che vale circa il 10 per cento della nostra esportazione. Non smetteremo di esportare negli Usa, ma attenzione all’allarmismo che sto vedendo in queste ore» ha affermato la premier, smorzando i timori dopo l’annuncio del presidente Usa, Donald Trump.

La ricerca della soluzione

«Il governo è al lavoro, sta facendo uno studio sull’impatto settore per settore, vedrà la settimana prossima i rappresentanti delle categorie produttive per confrontare le nostre valutazioni con le loro. Ragioniamo insieme per capire quali possano essere le soluzioni, a livello italiano, europeo e in una trattativa che va aperta con gli Stati Uniti per cercare di rimuovere i dazi e non moltiplicarli» ha aggiunto la presidente del consiglio, ribadendo quel che ha già detto alla presidente della commissione europea, Ursula Von der Leyen, e cioè che l’Italia non è in linea sull’ipotesi di rispondere ai dazi americani sui beni europei con altri europei su quelli statunitensi.

Le proposte italiane all’Ue

Mentre, sottolinea il capo del governo «a livello europeo alcune iniziative dovrebbero essere in considerazione. A partire dalla sospensione delle norme sul Green Deal in tema di automotive, settore colpito dai dazi» riferendosi alla data del 2035 quale deadline per i motori termici diesel in favore del trasporto elettrico. Intanto, le posizioni assunte da Meloni non trovano d’accordo le opposizioni, che passano al contrattacco, favorite dall’iniziativa del governo spagnolo, guidato dal socialista Pedro Sanchez, che ha dichiarato di voler stanziare un fondo di 14 miliardi di euro per le imprese colpite dai dazi e che Elly Schlein, segretaria del Pd, vorrebbe mutuare in Italia.

«Meloni ha utilizzato il condizionale fino a ieri e ha fatto trovare il Paese impreparato di fronte a questo disastro» ha detto Schlein a margine dell’assemblea di Autonomie locali italiane a Perugia. «Ci aspettiamo una risposta con una voce univoca europea mirata e proporzionata. Una risposta con la schiena dritta», è stato il monito della leader dem.

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