Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato – ai sensi dell’articolo 87, comma 11, della Costituzione – tre decreti di grazia individuale. Gli atti di clemenza, come reso noto dal Quirinale, giungono a conclusione della prescritta istruttoria condotta dal ministero della Giustizia, che ha espresso in tutti i casi parere favorevole.
Tra le decisioni di maggior rilievo pubblico figura la grazia parziale accordata a Guido Gianni, il commerciante di 66 anni condannato alla pena di 12 anni e 4 mesi di reclusione per duplice omicidio e tentato omicidio. I fatti risalgono al 2008, quando Gianni fece fuoco contro i malviventi durante un violento tentativo di rapina all’interno della propria gioielleria. Il Capo dello Stato ha estinto tre anni e due mesi di reclusione, valorizzando sia il parere favorevole del magistrato di sorveglianza sia il periodo di detenzione già scontato dall’uomo (cinque anni e tre mesi). Grazie allo sconto di pena, il debito residuo con la giustizia scende sotto la soglia dei quattro anni: un limite che consentirà al Tribunale di sorveglianza di valutare l’ammissione dell’ex gioielliere alla misura alternativa dell’affidamento in prova al servizio sociale.
Un provvedimento di grazia totale della pena residua (cinque anni, cinque mesi e dieci giorni su una condanna complessiva a sette anni) è stato invece adottato in favore di A. A., classe 1972, condannato per reati legati agli stupefacenti. Nel concedere la misura, Mattarella ha recepito le valutazioni delle autorità giudiziarie competenti e le «gravissime e irreversibili condizioni di salute del condannato», per le quali era già stato disposto da tempo il differimento dell’esecuzione della pena.
Il terzo atto di clemenza ha riguardato G. B., 45 anni, condannato a dieci anni per reati di droga commessi tra il 2002 e il 2009. Il Presidente ha disposto la grazia parziale estinguendo un anno e nove mesi della pena ancora da espiare, tenuto conto del parere della magistratura di sorveglianza che ha attestato un radicale percorso di reinserimento sociale, lavorativo e familiare, unitamente alle delicate condizioni di salute di una figlia minore. Anche per lui la pena rimanente permetterà di richiedere l’affidamento in prova.
