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Made in Italy, gli Usa riducono i dazi sulla pasta. Trump rinvia anche l’aumento sui mobili

In un anno che ha visto l’export di pasta italiana verso gli Stati Uniti raggiungere il valore di 671 milioni di euro, il comparto agroalimentare nazionale segna un punto decisivo sul mercato americano. Washington ha infatti rivisto nettamente al ribasso i dazi antidumping sulla pasta italiana, riducendo le aliquote che avrebbero dovuto colpire i produttori…
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In un anno che ha visto l’export di pasta italiana verso gli Stati Uniti raggiungere il valore di 671 milioni di euro, il comparto agroalimentare nazionale segna un punto decisivo sul mercato americano.

Washington ha infatti rivisto nettamente al ribasso i dazi antidumping sulla pasta italiana, riducendo le aliquote che avrebbero dovuto colpire i produttori a partire da gennaio 2026: dal picco del 91,74%, si passerà ora a cifre comprese tra il 2,26% e il 13,98%.

La cosiddetta analisi post-preliminare, comunicata dalla Farnesina in anticipo rispetto alle conclusioni definitive attese per l’11 marzo, ridetermina drasticamente le misure fissate lo scorso 4 settembre.

Nel dettaglio, le nuove aliquote prevedono un dazio del 2,26% per La Molisana e del 13,98% per Garofalo. Per gli altri undici produttori non campionati, tra cui Barilla, l’aliquota è stata fissata al 9,09%.

Queste cifre sostituiscono la minaccia di un dazio aggiuntivo superiore al 91%, che si sarebbe sommato all’aliquota ordinaria del 15% già valida sulle importazioni dall’Unione Europea.

Il ridimensionamento delle tariffe è stato accolto con favore dal Governo. Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, ha dichiarato: «La buona notizia che arriva dagli Stati Uniti dimostra come il lavoro serio, senza inutili allarmismi, porti i suoi frutti». Il ministro ha poi sottolineato l’impegno istituzionale ricordando la missione a Chicago con l’ambasciatore Marco Peronaci: «Oggi sappiamo di aver scelto la strada giusta e le tariffe sono fortemente ridimensionate. Ancora una volta abbiamo dimostrato che il lavoro di squadra paga e l’Italia è forte e rispettata nel mondo».

Secondo il ministero degli Affari esteri, la svolta è il risultato della cooperazione tra le aziende italiane e le autorità statunitensi, supportata dalle iniziative diplomatiche e dalle memorie difensive depositate dalla Commissione europea. Anche Coldiretti e Filiera Italia hanno espresso soddisfazione, evidenziando come l’azione coordinata dei ministri Antonio Tajani e Francesco Lollobrigida abbia salvaguardato uno dei mercati più strategici per il Made in Italy.

Parallelamente alla questione alimentare, la Casa Bianca ha annunciato novità anche per il settore manifatturiero. Il presidente Donald Trump ha firmato un provvedimento che rinvia di un anno, ovvero al 2027, l’aumento dei dazi su mobili imbottiti, mobili da cucina e arredi da bagno.

Tali rincari, che prevedevano aliquote fino al 50% e sarebbero dovuti scattare ieri, sono stati congelati per lasciare spazio ai negoziati in corso con i partner commerciali.

Nonostante la revisione al ribasso delle aliquote sulla pasta, la procedura antidumping statunitense rimane formalmente aperta. L’efficacia delle nuove tariffe è sospesa fino alla pubblicazione delle conclusioni finali da parte dell’amministrazione Usa, prevista per il prossimo 11 marzo.

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