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L’Ucraina sospende i raid contro le raffinerie russe dopo le pressioni di Washington e Trump

​Il retroscena del Wall Street Journal: una tregua non ufficiale per congelare il fronte energetico fino a fine mese

L’Ucraina sospende i raid contro le raffinerie russe dopo le pressioni di Washington e Trump
(Foto Ansa)

l’esercito ucraino ha deciso di sospendere ufficialmente gli attacchi mirati contro le raffinerie e le infrastrutture petrolifere della Federazione Russa, cedendo alle intense pressioni diplomatiche esercitate nelle ultime settimane dall’amministrazione guidata da Donald Trump. A darne notizia è il prestigioso quotidiano economico Wall Street Journal, che ricostruisce i contorni di una delicata trattativa tesa a raffreddare la tensione sul fronte energetico globale in un momento particolarmente critico per i rapporti tra Kiev e Washington.

​La pausa nelle operazioni offensive contro il settore petrolifero russo, pur mantenendo un carattere ufficioso, ha preso il via nel corso della scorsa settimana e si inserisce in un contesto di aperta fibrillazione diplomatica e politica tra i due Paesi alleati. Pochi giorni prima della decisione, il tycoon americano aveva clamorosamente invocato la rimozione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre in parallelo il magnate Elon Musk aveva deciso di limitare temporaneamente l’operatività della rete satellitare Starlink in dotazione alle forze armate ucraine. Stando alle indiscrezioni raccolte dal giornale statunitense, la tregua tattica dovrebbe protrarsi almeno fino al termine delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, se non addirittura fino al prossimo 30 novembre, congelando così una delle armi strategiche più efficaci fin qui utilizzate da Kiev per colpire l’economia e la catena di approvvigionamento energetico di Mosca.