Sono tornati operativi i siti presi di mira nel pomeriggio dagli hacker filorussi e rivendicato dal collettivo “Killnet”. Un attacco informatico a diversi siti italiani, tra cui quello del Senato e della Difesa. L’attacco, rivendicato dal collettivo filo russo Killnet, secondo quanto si apprende non avrebbe al momento compromesso le infrastrutture ma ha reso complicato l’accesso ai diversi siti.
Su Telegram il collettivo ha pubblicato una serie di indirizzi che sarebbero stati violati, con l’indicazione «attacco all’Italia». Nell’elenco compaiono, oltre a Senato e Difesa, Scuola alti studi di Lucca, Istituto superiore di Sanità, Banca Compass, Infomedix (una società di servizi alle aziende) Imtlucca, Kompass e l’Aci. Dall’Iss confermano che il portale «risulta al momento fuori uso, e i nostri tecnici informatici sono al lavoro per capire e valutare l’entità del danno arrecato». Mentre dal ministero della Difesa smentiscono l’attacco, precisando che «in riferimento alla notizia circolata circa l’impossibilità di raggiungere il sito internet www.difesa.it, lo Stato Maggiore Difesa precisa che la stessa è dovuta ad attività di manutenzione da tempo pianificata, in atto sul sito». Anche la piattaforma dell’Eurovision Song Contest è finita oggi nel mirino degli hacker che hanno attaccato diversi siti italiani. «Non puoi votare online? Forse il nostro attacco è responsabile di tutto», scrivono gli hacker. Lo stesso collettivo, attraverso il gruppo «Jacky» chiede aiuto ad altri hacker per andare su altri siti polacchi e tedeschi che, nelle prossime ore, potrebbero essere oggetto di attacchi. Si sarebbe trattato di un attacco informatico di tipo DDos (Denial of Service) da parte di più computer «zombie» controllati a distanza dagli hacker. Ma le indagini sono in corso da parte della Polizia per risalire agli autori e alla provenienza dell’attacco hacker. Al lavoro ci sono gli esperti del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico, la Polizia Postale e aziende private italiane.
«Un fatto gravissimo- commenta il senatore di Italia Viva e componente del Copasir, Ernesto Magorno- È necessario reagire subito perché, purtroppo, l’andamento della guerra tra Russia e Ucraina rischia di andare avanti ancora per molto e un attacco cyber dovrebbe essere riconosciuto come un atto di terrorismo»Pierguido Iezzi, Ceo di Swascan, spiega che «questo gruppo di hacker russi è noto per il suo atteggiamento militante e d’impronta cyber terroristica. Durante il mese di aprile, per esempio, aveva minacciato di spegnere i ventilatori degli ospedali britannici come ritorsione per l’arresto di un presunto membro».










