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L’Iran sfida la morsa economica di Trump e minaccia i figli del presidente Usa e di Netanyahu

Un video iraniano mette una taglia su Barron mentre Yair viene rimpatriato d’urgenza: scontro aperto tra Washington e Teheran sullo stretto di Hormuz

L’Iran sfida la morsa economica di Trump e minaccia i figli del presidente Usa e di Netanyahu

L’Iran ostenta sicurezza di fronte all’offensiva economica lanciata da Donald Trump per piegare il regime e promette vendetta contro i nemici: nel mirino sono finiti anche i figli del presidente americano e del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sulla scia del filmato realizzato nelle scorse settimane per Melania, i media iraniani hanno rilanciato un video dal titolo “Dove uccidere Barron Trump”, indicando i luoghi di New York più frequentati dal 20enne erede del tycoon, inclusa la Trump Tower sulla Quinta Strada. Verso la fine della clip il narratore promette una ricompensa da 10 milioni di dollari per chi agirà contro il giovane, in una sorta di risposta alle taglie messe dal Dipartimento di Stato sui vertici di Teheran, a partire dalla Guida Suprema Mojtaba Khamenei fino ai pasdaran. Parallelamente il 35enne Yair Netanyahu è stato oggetto di un presunto complotto mentre risiedeva negli Stati Uniti: secondo l’emittente conservatrice Newsmax, l’intelligence riteneva che agenti iraniani fossero operativi a Miami per sorvegliarne gli spostamenti, motivo per cui il figlio del primo ministro è stato fatto rientrare in tutta fretta in Israele senza nemmeno poter raccogliere i propri effetti personali.

Le tensioni sullo stretto di Hormuz e la strategia di Washington in vista delle midterm

Le minacce incrociate confermano quanto la ripresa dei negoziati sia lontana: Netanyahu ha rivelato di aver espresso forti dubbi a Trump su un intesa con il regime, mentre il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha assicurato che la Casa Bianca non otterrà nulla. Teheran punta a far leva sullo stretto di Hormuz in vista delle elezioni di metà mandato americane, con il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Hossein Mohebi che ha minacciato di bloccare il passaggio e annunciato un accordo con l’Oman sui pedaggi. Opposta la versione fornita da Washington: Trump ha dichiarato ad “Al Jazeera” che il braccio di mare è del tutto operativo e bonificato dalle mine, aggiungendo di non avere fretta di trattare dato che l’economia iraniana sta crollando. Il segretario di Stato Marco Rubio ha spiegato agli alleati che gli Stati Uniti intendono concentrarsi per il momento sulla pressione economica ed evitare nuove azioni militari. Gli sviluppi futuri dipenderanno dall’esito delle midterm: un’eventuale sconfitta dei repubblicani alla Camera trasformerebbe Trump in un’anatra zoppa, bloccando qualsiasi ipotesi di attacco.