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Hormuz: l’Iran blocca lo Stretto, Trump annuncia l’embargo contro Teheran

La linea dura iraniana trova sponda nel parlamento: 180 deputati su 290 vogliono interrompere ogni negoziato con gli Stati Uniti

Hormuz: l’Iran blocca lo Stretto, Trump annuncia l’embargo contro Teheran

Lo Stretto di Hormuz è di nuovo l’epicentro di una pericolosissima escalation globale. A pochi mesi dal devastante scontro del 28 febbraio – scatenato dall’attacco di Usa e Israele che ha decapitato la leadership iraniana, a cui Teheran ha risposto bloccando il canale e colpendo le basi americane nel Golfo – la fragile tregua diplomatica avviata con il memorandum d’intesa Usa-Iran del 17 giugno sembra ormai al collasso.

Nonostante il recente avvio dei colloqui di pace e il delicato cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah, le ostilità sono riprese l’8 luglio con nuovi raid statunitensi. Oggi la tensione è giunta al culmine. Secondo l’agenzia Fars News, il traffico navale a Hormuz è “completamente bloccato”. Teheran rivendica la sovranità assoluta sullo stretto tramite la neonata Persian Gulf Strait Authority (Pgsa), dichiarando che qualsiasi transito non autorizzato subirà l’intervento delle proprie forze armate, che la scorsa notte hanno già colpito due imbarcazioni. La linea dura iraniana trova sponda nel parlamento di Teheran, dove 180 deputati su 290 hanno firmato una risoluzione per interrompere ogni negoziato con gli Stati Uniti e rafforzare la dottrina di difesa nazionale. Sul fronte diplomatico, tuttavia, si registra un segnale di distensione locale con il rilascio di 55 pescatori iraniani da parte degli Emirati Arabi Uniti.

Da Washington, Donald Trump adotta una strategia di pressione massima. Il presidente americano ha ritrattato l’ipotesi di un pedaggio del 20% sul valore dei carichi scortati dagli Usa, annunciando invece un “blocco totale” a Hormuz per le sole navi dirette o provenienti dall’Iran e la firma di imponenti accordi commerciali e di investimento con i Paesi del Golfo per compensare la sicurezza della rotta. «Stiamo vincendo, il petrolio scorre come mai prima d’ora», ha esultato il tycoon su Truth. Nel frattempo, l’Oman si smarca dalle indiscrezioni su presunte spartizioni di pedaggi con l’Iran e ribadisce la propria neutralità, mentre da Israele il premier Benjamin Netanyahu lancia un severo monito a Teheran da Dimona: «Se ci attaccate, la nostra risposta sarà molto più potente».