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Legge elettorale, sì della maggioranza alle liste bloccate, caos sulla rappresentanza femminile

Nel mirino delle opposizioni ci sono anche le liste bloccate che, senza preferenze, compromettono la libertà di scelta

Legge elettorale, sì della maggioranza alle liste bloccate, caos sulla rappresentanza femminile

Tensioni altissime alla Camera per la nuova legge elettorale. L’avvio della discussione sulle pregiudiziali di costituzionalità ha acceso lo scontro tra maggioranza e opposizioni, destinate a darsi battaglia in una seduta notturna ad alta intensità.

Il dibattito si concentra su diversi punti critici del testo non condivisi dalle minoranze. Roberto Giachetti (Iv) ha definito la riforma “incostituzionale”, contestando la tempistica a ridosso della fine della legislatura e un premio di maggioranza che rischia di alterare la volontà degli elettori, permettendo alla coalizione vincente di sfiorare i tre quinti delle Camere necessari per cambiare la Costituzione. Nel mirino delle opposizioni ci sono anche le liste bloccate che, senza preferenze, compromettono la libertà di scelta. Un ulteriore duro attacco è arrivato da Luana Zanella (Avs), che accusa Giorgia Meloni di aver inflitto un “colpo mortale alla parità di genere” a causa della mancata garanzia di rappresentanza femminile nel testo. Anche per la segretaria dem Elly Schlein la riforma è solo una “distrazione” dalle reali priorità economiche del Paese.

La maggioranza ha però trovato un punto d’incontro decisivo: il via libera all’emendamento sulle preferenze (con capilista bloccati) proposto da FdI, Noi Moderati e Udc. Incassato il sì di Lega e Forza Italia, anche il governo – tramite la ministra Casellati – ha espresso parere favorevole. Il vicepremier Antonio Tajani ha smentito frizioni interne, assicurando che, nonostante l’assenza di norme di genere, FI garantirà ampia rappresentanza alle donne.

Le opposizioni, decise a fare ostruzionismo, hanno chiesto al presidente Fontana il voto segreto sull’intero provvedimento. Di contro, Giorgia Meloni invoca una “operazione verità” esigendo lo scrutinio palese sull’emendamento per svelare chi bluffi sulla libertà di scelta degli elettori. Contraria a questa mediazione anche Azione con Matteo Richetti, che bolla le preferenze proposte come “una vergogna” e annuncia voto contrario.