Tensione attorno alla figura di Sigfrido Ranucci e al futuro della trasmissione Report. L’avvocato Roberto De Vita, legale del giornalista, è intervenuto con una nota ufficiale per mettere in guardia i vertici di viale Mazzini da eventuali provvedimenti disciplinari o gestionali: «Ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Sigfrido Ranucci, e quindi della trasmissione Report, sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità che, nonostante la posizione netta e chiara della Autorità Giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all’interno dell’Azienda».
Il penalista ha inoltre ribadito che eventuali giustificazioni basate su una presunta incompatibilità ambientale rappresenterebbero soltanto un espediente per punire chi è stato vittima di un grave fatto di cronaca, sottolineando come ogni decisione affrettata rischierebbe di tradursi in una scelta condizionata dalla politica. Secondo De Vita, equilibrio e saggezza imporrebbero di attendere l’esito definitivo delle indagini giudiziarie prima di assumere qualsiasi determinazione sulla conduzione del programma d’inchiesta.
La querela alla magistrata Clementina Forleo per le esternazioni social
Parallelamente alle vicende aziendali, Sigfrido Ranucci ha dato mandato ai propri legali per sporgere querela nei confronti di Clementina Forleo, consigliera della Corte d’appello di Roma. L’iniziativa giudiziaria scaturisce da un post pubblicato dalla magistrata lo scorso 16 agosto su Facebook, nel quale la giudice si interrogava pubblicamente sulla posizione del conduttore chiedendosi chi stesse ricattando Ranucci e per quale ragione volesse mantenere la guida di Report paventando la divulgazione di chat riservate. Le affermazioni della magistrata hanno spinto il giornalista a reagire per vie legali a tutela della propria reputazione.
