Si sono svolti a La Spezia i funerali di Youssef Abanoub Safwat Roushdi Zaki, lo studente di 18 anni ucciso venerdì scorso all’interno dell’Istituto tecnico Einaudi-Chiodo da una coltellata inferta dal compagno di scuola Zouhair Atif. La cerimonia funebre è iniziata alle 15 nella Cattedrale di Cristo Re, preceduta dal corteo partito dall’obitorio cittadino. Il sindaco Pierluigi Peracchini ha proclamato il lutto cittadino, definendo La Spezia una città «dal cuore spezzato».
La messa è stata celebrata in italiano e in arabo, con rito copto e cattolico, a testimonianza delle origini egiziane di Youssef e della sua appartenenza alla comunità cristiano copta spezzina. Sulla bara bianca sono state deposte corone di fiori, mentre numerosi studenti hanno scelto di non rientrare a scuola. L’istituto ha deciso di non conteggiare le assenze dal 20 al 23 gennaio per chi non si sentisse pronto a tornare in classe.
L’autopsia ha stabilito che la morte è stata causata da un unico fendente al costato, inferto con estrema violenza e precisione, che ha lesionato fegato, milza, diaframma e polmone, provocando un’emorragia interna fatale. Il gip ha confermato la custodia cautelare in carcere per Zouhair Atif, 19 anni, reo confesso.
Lutto cittadino anche ad Arcola, dove risiede la famiglia dell’aggressore. La sindaca Monica Paganini ha espresso rabbia e dolore, chiedendo maggiori risorse per il sociale e indicando un elenco dettagliato di interventi necessari per prevenzione, supporto alle famiglie, scuola e servizi territoriali.
Kiru Attia, cugino della vittima, ha definito l’accaduto «un omicidio programmato», chiedendo l’ergastolo per Atif e il suo rimpatrio in caso di scarcerazione. Ha ricordato Youssef come un ragazzo generoso e lavoratore, denunciando le criticità presenti nella scuola e invocando pene esemplari per chi porta armi, anche senza uccidere.










