È stato lo stesso Papa Leone XIV a presentare stamane la sua prima enciclica, “Magnifica humanitas”, un documento di 231 pagine dedicato al rapporto tra uomo, tecnologia e intelligenza artificiale. Il testo, sottotitolato “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, porta la data del 15 maggio 2026, anniversario della storica “Rerum novarum” di Leone XIII, pontefice a cui Papa Prevost ha dichiaratamente scelto di ispirarsi.
Al centro dell’enciclica c’è il richiamo a difendere la dignità umana in un’epoca dominata dall’innovazione tecnologica. «Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani», scrive il Pontefice, sottolineando che «nessuna macchina potrà mai sostituire» la pienezza dell’umanità.
L’enciclica si sviluppa in cinque capitoli e affronta temi come la democrazia, la comunicazione, il lavoro nella transizione digitale, la guerra e il commercio delle armi nell’era dell’IA. «Il vero progresso nasce sempre da un cuore aperto all’altro», afferma Leone XIV, invitando a costruire una società fondata sulla fraternità e non su una nuova «torre di Babele».
Il Papa riconosce anche il valore positivo della tecnologia, definendola «un fatto profondamente umano» che nei secoli ha migliorato le condizioni di vita. Tuttavia avverte sui rischi di strumenti «capaci di arrecare danno quando non orientati al bene».
Secondo Leone XIV, oggi la sfida è nuova perché l’intelligenza artificiale influenza sempre più i processi decisionali e l’immaginario collettivo. Per questo il Pontefice chiede «strumenti normativi adeguati» per limitare gli effetti distorsivi del potere tecnologico e tutelare il bene comune. «Ora tocca a noi assumere con lucidità e responsabilità le sfide del nostro tempo», conclude il Papa.
