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Caso Iran, il giallo dei 500 voli americani partiti dall’Italia per l’operazione “Epic Fury”

Caso Iran, il giallo dei 500 voli americani partiti dall’Italia per l’operazione “Epic Fury”
Un caccia F-18 Super Hornet in un’immagine d’archivio. Un caccia F18 è caduto in Virginia, in un’area residenziale, oggi 6 aprile 2012. Lo riportano i media americani. Il caccia della marina americana si sarebbe schiantato nell’area di Virginia Beach. I due piloti – secondo quanto riportato dalla stampa americana – si sarebbero lanciati prima dell’impatto. ANSA US NAVY

Le dichiarazioni del Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, a Fox News accendono lo scontro politico in Italia. Per rassicurare il presidente Donald Trump sul supporto europeo alle operazioni statunitensi contro l’Iran (l’operazione Epic Fury), Rutte ha rivelato dati sensibili: tra i 4 e i 5mila voli militari sono decollati dall’Europa, e ben 500 aerei statunitensi sono partiti dalle basi americane in Italia. Un contributo definito da Rutte “enorme”.

L’uscita del capo della Nato ha scatenato l’immediata reazione delle opposizioni, che accusano il governo di aver mentito al Parlamento. Il co-leader di Avs, Angelo Bonelli, parla di parole «gravissime che sbugiardano Giorgia Meloni», ipotizzando che le recenti tensioni social tra la premier e Trump siano state solo una sceneggiata per coprire il sostegno militare. Anche Paolo Ciani (Pd-Idp) attacca: «Ci avevano assicurato: “logistica sì, bombardamenti no”. Rutte dice altro, ora ci dicano la verità sul coinvolgimento in questa guerra».

A stretto giro è arrivata la replica netta del Ministero della Difesa guidato da Guido Crosetto. La Difesa ribadisce di aver agito nel pieno rispetto della Costituzione e dei trattati, chiarendo che sono state autorizzate esclusivamente attività tecniche e logistiche, e non cinetiche (ovvero azioni d’attacco diretto). La nota del ministero esprime forte sorpresa per le parole di Rutte, sottolineando che la NATO non c’entra con l’operazione e che il Segretario ha fornito una “ricostruzione totalmente fallace”, confondendo la tipologia dei voli autorizzati. L’Italia, conclude la Difesa, non ha mai concesso l’uso delle basi per scopi offensivi.