Era carica e pronta a far fuoco la pistola trovata dai carabinieri nelle campagne di Corato, nel Nord Barese. L’arma era nascosta tra le pietre di un muretto a secco in contrada San Vittore.
L’attenzione dei militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio, è stata attirata da un panno di flanella, nascosto tra le pietre.
All’interno c’era la pistola che aveva il cane armato e il colpo già in canna, pronta a fare fuoco al minimo tocco. Nel caricatore c’erano altre 5 cartucce.
L’area in cui è stata trovata l’arma, spiegano i carabinieri, «pur essendo accessibile, è in una zona di campagna isolata e a notevole distanza dal centro abitato. Un luogo che – sottolineano – può essere raggiunto e utilizzato come “deposito” sicuro soltanto da soggetti che ne conoscono perfettamente l’esatta ubicazione».
Per gli inquirenti non è escluso che la pistola possa essere stata utilizzata per l’agguato compiuto a inizio giugno. In quell’occasione, ricostruiscono i militari, «la vittima era stata affiancata da uno scooter di colore nero con a bordo due persone completamente vestite di scuro e travisate da caschi integrali. Il passeggero del motoveicolo, dopo aver estratto una pistola, aveva esploso diversi colpi d’arma da fuoco a bruciapelo, attingendo la vittima a entrambi gli arti inferiori prima di dileguarsi nel nulla». Una dinamica, aggiungono, «tipica delle intimidazioni della malavita».
La pistola è stata messa in sicurezza e sarà ora inviata al Ris per gli accertamenti del caso, volti a verificare la presenza di impronte digitali o profili Dna sul panno e sull’arma, ma soprattutto a comparare l’arma stessa con i bossoli repertati sul luogo della “gambizzazione”.
