La pirateria nel mondo del libro continua ad attestarsi a livelli drammatici, sottraendo agli editori circa un terzo del mercato (il 30%, pari a 722 milioni di euro nel 2025 in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa). Un quadro nel quale si deve affrontare la nuova sfida che viene dall’intelligenza artificiale, utilizzata sempre più spesso dagli utenti per generare riassunti e compendi.
E’ uno dei dati più rilevanti che emerge dalla quarta indagine Ipsos Doxa commissionata da Aie, presentata da Nando Pagnoncelli durante il convegno al Ministero della Cultura, moderato dal direttore dell’ANSA Luigi Contu, e intitolato: «La pirateria nell’editoria libraria ai tempi dell’intelligenza artificiale» organizzato da Gli Editori, l’accordo di consultazione tra AIE e la Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg).

«Bisogna informare i cittadini sui rischi di un utilizzo improprio degli algoritmi e far rispettare l’AI Act europeo» – osserva il presidente dell’Associazione Italiana Editori Innocenzo Cipolletta, che evidenzia anche, come a causa della pirateria nel 2025 siano «stati distrutti 4.500 posti di lavoro nel solo mondo del libro, che diventano 11.500 se allarghiamo lo sguardo all’indotto».
Gli strumenti «oggi a nostra disposizione – osserva – ci consentono di contenere, almeno in parte», i danni della pirateria; per un’azione ancora più efficace «si potrebbe intervenire sulle piattaforme di messaggistica e col rafforzamento delle misure di oscuramento dei siti pirata». Una direzione, quella del miglioramento degli strumenti per agire più rapidamente online, su cui offre piena disponibilità Massimiliano Capitanio, Commissario Agcom.
Per il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali Andrea Riffeser Monti contro la pirateria c’è «ancora molto da fare», a cominciare da una grande campagna di informazione rivolta al pubblico che punti sulla prevenzione». Negli ultimi 20 anni «purtroppo tra internet, i social e adesso con l’intelligenza artificiale siamo davanti a un far west che non è stato ancora regolamentato». Per questo «chiediamo al governo, alle istituzioni, al Parlamento che si prendano delle decisioni e si cerchino di creare le condizioni di una nuova legge che possa cogliere tutti questi cambiamenti».
Tornando ai numeri di Doxa Ipsos si scopre che ormai i riassunti generati dall’IA sono utilizzati dal 12% della popolazione sopra i 15 anni per i libri di lettura, dal 58% degli studenti universitari, dal 22% dei liberi professionisti. Le rielaborazioni di libri ottenute tramite l’IA, oltre a essere molto diffuse, sono conservate nel 45% dei casi (60% tra gli studenti universitari) e spesso condivise con conoscenti e amici, o tramite il web. La ricerca evidenzia inoltre come sia in crescita, dal 30% al 40%, la percentuale di chi ritiene probabile essere scoperto e sanzionato per reati riconducibili alla pirateria.










