Sono centinaia le abitazioni situate nella “zona rossa” di Niscemi che, con ogni probabilità, non potranno più essere abitate a causa del movimento franoso ancora in atto.
Il governo ha confermato la sospensione immediata del pagamento delle rate dei mutui e di altre obbligazioni per i cittadini colpiti, mentre la Procura e le autorità competenti monitorano l’evolversi della situazione sul fronte delle responsabilità.
Gli interventi economici e l’indagine amministrativa
Il ministro per la Protezione civile e per le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha annunciato che l’esecutivo è al lavoro per attivare ammortizzatori sociali specifici.
L’obiettivo è sollevare le imprese locali, attualmente inattive, dal versamento dei contributi previdenziali per i dipendenti. «Alcune misure sono già alla firma del Dipartimento di Protezione civile, quindi parliamo di ore, altre necessitano di un provvedimento di legge che affronteremo in Consiglio dei ministri», ha dichiarato il ministro Nello Musumeci.
Oltre al sostegno economico, il ministro ha annunciato l’avvio di un’indagine amministrativa per fare luce sulla gestione del territorio negli ultimi tre decenni: «Voglio capire cosa è successo e perché negli ultimi 30 anni. Se si è sottovalutato qualcosa, serve intervenire».
Secondo i tecnici, il fronte della frana potrebbe estendersi per altri 150 metri, coinvolgendo un’area larga circa 400 metri.
La gestione dell’emergenza e il ruolo dell’Esercito
Sul luogo del disastro è previsto l’arrivo del Genio militare dell’Esercito per l’esecuzione di opere urgenti.
Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ha rivolto un appello accorato alla popolazione affinché vengano rispettati i divieti di accesso: «La zona rossa deve essere rispettata. L’accesso è interdetto e permesso solo con l’accompagnamento dei vigili del fuoco».
Il primo cittadino ha poi sottolineato la necessità di attendere i rilievi tecnico-scientifici prima di stabilire i margini definitivi dell’area interdetta, evitando polemiche sulle cause scatenanti in questa fase emergenziale.
Il nodo delle responsabilità regionali
Il dibattito sulla prevenzione resta tuttavia centrale. Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera che il disastro si sarebbe probabilmente potuto evitare.
Schifani ha però evidenziato un dato critico relativo alla catena di comando: «Il vicecommissario della struttura regionale contro il dissesto idrogeologico mi riferisce che negli ultimi nove anni dal Comune non è arrivata alcuna richiesta di intervento». Sebbene la priorità attuale sia la gestione dei soccorsi e degli sfollati, il governatore ha confermato che la ricerca delle responsabilità sarà avviata non appena superata la fase critica.










